Inceneritore di Baciacavallo, è ancora polemica

L'inceneritore di Baciacavallo

Prato, il Comitato “Difendiamo la nostra salute” chiede spiegazioni sulla mancata bonifica del piazzale Palasaccio e il suo inserimento nella "zona industriale"

PRATO. Il Comitato “Difendiamo la Nostra Salute” denuncia  "l'ennesima assurda presa di giro da parte delle istituzioni Pratesi (Provincia, Comune, ARPAT), che, riunite il 3 novembre scorso nella così detta Conferenza dei Servizi “Governo del territorio - U.O.C. Tutela dell'Ambiente”(!?!), assenti la Regione Toscana e la Asl n. 4, hanno deciso di trasformare una semplice aiuola situata nel piazzale Palasaccio in una zona industriale!!! Perchè questi Enti riuniti in una semplice Conferenza di servizi  hanno preso una simile assurda ed illecita decisione?"

"Questi i fatti - ricostruisce il Comitato - . Arpat il 10 settembre scorso invia alle Istituzioni che compongono la citata Conferenza dei servizi una lettera con la quale le informa che “in una piccola area a verde confinante con i giardini delle abitazioni situata nel piazzale Palasaccio” ha rilevato concentrazioni di diossine e furani superiori a quelle consentite dalla legge per le aree a verde e le zone residenziali. Notoriamente diossine e furani sono tra le sostanze più cancerogene in assoluto esistenti e quindi, giustamente, Arpat chiede alla Conferenza, appositamente istituita per la “Tutela dell'Ambiente”(!?!), quali provvedimenti debbano essere presi nei confronti di Gida, il cui inceneritore dista appena pochche centinaia di metri dal citato piazzale.

La c.d. Conferenza dei servizi “Tutela dell'Ambiente” cosa fa?: “determina, all'unanimità, di dare atto che per il sito denominato Piazzale Palasaccio debbano essere presi a riferimento i valori delle aree industriali, quali parametri di riferimento per valutare il grado di contaminazione del sito”.

Invece di chiedere la bonifica del sito, come previsto dalla legge, e gli approfendimenti del caso  in tutta la zona residenziale a ridosso di piazzale Palasaccio per bonificarla, decide di battezzare l'aiuola “area industriale”, semplicemente perchè in queste zone sono tollerate concentrazioni di diossine e furani tanto più alte da far rientrare nei limiti di legge le concentrazioni delle sostanze altamente cancerogene rilevate da Arpat.

Una volta di più Provincia, Comune ed Arpat, che hanno preso nella Conferenza questa decisione, dimostrano di essere interessate più alla tutela del bilancio della Gida per evitarle le necessarie spese di bonifica dei luoghi, contaminati da anni dalle sue mortifere esalazioni, piuttosto che tutelare la salute dei poveri cittadini che hanno la sventura di abitare nelle sue immediate vicinanze".

"Il Comitato - prosegue il comunicato - confida cha almeno Asl n. 4 e Regione Toscana, che non hanno partecipato alla citata Conferenza dei Servizi ed alle quali quest'ultima ha doverosamente inviato le sue decisioni “al fine di acquisire il parere di tali Enti in merito alle conclusioni dei lavori della Conferenza”, vorranno respingerle con fermezza data la loro assurdità logica e la loro pericolosità per la salute dei residenti che abitano nelle immediate vicinanze di Gida. Gli abitanti delle frazioni vicine all'inceneritore di Gida hanno le scatole piene delle bugie di tutte le istituzioni ed in particolare di quelle che dovrebbero tutelare l'ambiente e la salute dei cittadini. Le loro ignobili coperture consentono a Gida di continuare a spargere diossina, furani e metalli pesanti, tutte sostanze altamente cancerogene, e poco importa se gli abitanti continuano ad ammalarsi ed a morire: il loro obiettivo primario, come pubblicamente dichiarato di recente dal presidente dell'Unione Industriale, è quello di far quadrare i conti di Gida !!".