"Da Prato i temi-guida della Chiesa per i prossimi dieci anni"

Il vescovo Franco Agostinelli con dietro l'immagine di Papa Francesco

Il vescovo Franco Agostinelli presenta la visita di Papa Francesco: "Parlerà ai nostri cuori. E ai pellegrini dico: non fatevi scoraggiare dai divieti e venite in centro ad accogliere il Santo Padre"

PRATO. Martedì dopo la breve visita a Prato, Papa Francesco sarà a Firenze per aprire i lavori del convegno nazionale ecclesiale. E vi andrà in elicottero. «Quasi, quasi chiedo un passaggio». Scherza il vescovo di Prato, monsignorFranco Agostinelli, mentre parla dell’imminente arrivo in città del Pontefice.

In realtà il presule raggiungerà il capoluogo toscano in auto per essere anche lui insieme agli altri prelati italiani a questo importante appuntamento decennale e nel pomeriggio concelebrare la messa allo stadio “Franchi”, cerimonia presieduta da Papa Francesco. Monsignor Agostinelli ricorda poi come l’idea di invitare il Papa risalga ad un paio di anni fa "quando in piazza San Pietro insieme a una folta delegazione di centinaia di pratesi sentii Roberto Cenni e Lamberto Gestri (all’epoca sindaco di Prato e presidente della Provincia) chiedere a Francesco di visitare la loro città".

L'immagine del Pontefice sul portale di Santa Maria delle Carceri

«Mi sono permesso di perorare la causa – spiega il vescovo – chiedendo la visita del Papa nel 2016 in occasione dei 30 anni da quando venne Giovanni Paolo II. Ma sono tanti gli impegni già fissati nell’agenda papale, così vista l’occasione del convegno ecclesiale a Firenze è stato possibile chiedere al Santo Padre di far precedere l’appuntamento con un incontro a Prato. E Francesco ha accolto di buon grado l’invito. Anzi, il Papa reputa Prato la chiave d’ingresso per il convegno. In questa città – prosegue monsignor Franco Agostinelli – ci sono le tematiche a lui care: il lavoro, la crisi del lavoro, le realtà multietniche, multirazziali, multireligiose con i problemi legati all’integrazione».

Eccellenza, di cosa parlerà il Papa?

«Non so quello che dirà, ma sono sicuro che toccherà i temi che interessano in modo particolare la nostra città. Dovremo ascoltare quello che ci dice e che arriverà diritto ai nostri cuori».

Che cosa resterà di questa visita?

«Sicuramente un forte impatto emotivo. Sento tante persone in questi giorni che esprimono il desiderio di vedere da vicino il Pontefice e che quello che ci dirà dal Pulpito di Donatello sarà interessante da riprendere come oggetto di riflessione per la vita della nostra città».

E’ soddisfatto di come si sia mossa la macchina organizzatrice in questi mesi?

«Sì. Ho notato una mobilitazione generale, tanto entusiasmo da parte di tutti e un ottimo lavoro per accogliere il Santo Padre».

Questa è la quarta volta che lei incontra Francesco.

«Sì, la prima è stato durante la visita ad limina dei vescovi toscani in Vaticano, poi altre due volte in piazza San Pietro. Nel corso dell’incontro con noi vescovi della Toscana il Santo Padre ci fece mettere le sedie a cerchio e lui al centro. Voleva un clima familiare, anzi per dirla a suo modo come gli scout intorno al fuoco. Noi vescovi toscani alloggiavamo in Santa Marta e la mattina a colazione Francesco tranquillamente era con noi, andava a prendere il caffè o il latte come tutti. E se dovessi dire di essere agitato per il suo incontro di martedì assolutamente no. Francesco lo sento come un amico, una persona fraterna».

Anche lei eccellenza sarà a Firenze per il convegno.

«Si tratta di un momento importante per la chiesa italiana. Vengono dettate le linee programmatiche della chiesa nel corso dei prossimi dieci anni. E il confronto partirà da quello che il Papa dirà a Prato».

E sulle posizioni di Francesco che ne pensa?

«Le condivido in pieno. La chiesa deve essere accogliente. Non se può stare nel suo castello d’avorio ma deve sporcarsi le mani e andare e laddove c’è bisogno. La curia romana? Credo abbia bisogno di essere riformata».

Ha consigli da dare ai pellegrini?

«Non fatevi intimorire dai divieti di accesso ad alcune strade e martedì prossimo venite in centro e gustatevi la vista di Papa Francesco».