Alle medie mancano ancora settanta professori

Studenti in classe durante una lezione

Prato, la carenza maggiore nel profilo degli insegnanti di sostegno. Non ci sono dati sui posti liberi alle elementari e superiori

PRATO. Occhi puntati sulla casella di posta elettronica in attesa di un incarico a tempo indeterminato o di una supplenza. Cresce l’attesa per decine di insegnanti precari pratesi coinvolti nel piano assunzionale “La buona scuola”, fiduciosi che, nel giro di poche settimane, la loro vita lavorativa possa diventare un po’ più stabile. Il Miur e l’ufficio scolastico regionale sono alle prese in questi giorni con l’elaborazione dei dati per individuare quante sono le cattedre libere lasciate a disposizione della fase ”B” dopo le prime assunzioni già effettuate e quanti coloro che, in tutta Italia, hanno indicato Prato come prima provincia di preferenza in cui lavorare.

La situazione nel nostro territorio è particolare perché molte delle graduatorie, Gae e concorso, da cui il ministero attinge per fare le assunzioni sono già esaurite e questo determinerà un maggior numero di posti che saranno assegnati alla fase successiva, quella nazionale, che potrebbe portare a Prato vari insegnanti provenienti da fuori provincia oppure offrire un’opportunità di supplenza a chi è nelle graduatorie di istituto. I numeri vengono forniti dall’ufficio scuola della Cisl di Prato che, per il momento, ha sotto controllo la situazione delle scuole medie. Dopo le assunzioni restano libere 18 cattedre di lettere, 15 di matematica, ben 34 per il sostegno, 3 di lingua spagnola e varie di strumento musicale, tra cui violino, chitarra, tromba e flauto. Non ci sono disponibilità di lunghi incarichi per chi insegna invece inglese, tedesco, francese e arte.

Nella grande incertezza generale del piano di assunzioni, anche il sindacato resta cauto nel dire chi siederà in cattedra il prossimo settembre, se viene da Prato o da altra città, perché le classi di concorso rimaste libere sono disponibili anche in molte altre province e questo fa sperare che tanti possano aver diretto altrove la loro preferenza per l’assunzione. Entro l’avvio dell’anno scolastico, ovvero il 15 settembre, tutti questi posti verranno coperti e non ci dovrebbero essere incertezze sulla partenza regolare delle lezioni.

Dati definitivi sui posti liberi alle elementari e alle superiori per il momento non ce ne sono, per quelli si dovrà attendere le elaborazioni che verranno fatte dall’ufficio scolastico.

Discorso a parte lo merita la fase “C” del progetto Buona Scuola, quella che riguarda i posti di lavoro in più che si potranno ottenere con l’organico potenziato, richiesto da ogni scuola in base al proprio piano dell’offerta formativa. In questo caso si tratta di ulteriori assunzioni che potranno essere assegnate entro il mese di novembre per quelle discipline per i quali i singoli istituti si vogliono contraddistinguere. In linea generale, però, questa fase non sembra allertare molto il sindacato poiché riferisce che le domande presentate a livello nazionale per le tre fasi precedenti sono inferiori ai posti disponibili e, quindi, ci dovrebbero essere buone opportunità di lavoro soprattutto per gli insegnanti di materie linguistiche e tecnico-artistiche.

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