Faggi: "La ristrutturazione della casa colonica estranea allo smantellamento del campo rom"

Il campo nomadi di viale Marconi a Prato smantellato

Prato, il vicesindaco e assessore all'Immigrazione precisa l'intervento edilizio in via di Reggiana. "La ristrutturazione dell'immobile è possibile grazie a un finanziamento regionale che prevede la destinazione a nuclei familiari fortemente svantaggiati, tra i quali rom, sinti e camminanti". Dure reazioni di Cenni, Fratelli d'Italia, Milone Casapound 

PRATO. "La ristrutturazione della colonica di via di Reggiana non è collegata allo smantellamento del campo Rom di viale Marconi, si tratta di due interventi slegati tra loro. La ristrutturazione dell'immobile è possibile grazie a un finanziamento regionale che prevede la destinazione a nuclei familiare fortemente svantaggiati, tra i quali rom, sinti e camminanti". Così Simone Faggi, assessore all'Immigrazione precisa riguardo alla delibera di giunta e alle notizia riportata mercoledì 8 aprile da Notizie di Prato: "Questa è la condizione che ha permesso al Comune di Prato di intercettare la linea di finanziamento dei fondi regionali, così da non accollarsi l'intera spesa, ma i sei appartamenti saranno a disposizione di tutti i nuclei familiari fortemente svantaggiati. Tra questi, secondo la nostra ipotesi di intervento, al massimo uno solo sarà messo a disposizione di una famiglia ricollegabile agli RSC, qualora non vengano trovate soluzioni alternative. La riqualificazione di viale Marconi è un intervento fatto a prescindere". 

Le reazioni. "Gli appartamenti che il Comune di Prato vuole ristrutturare coi soldi della Regione a favore principalmente di Rom e Sinti devono essere assegnati prima ai cittadini pratesi che ne hanno bisogno. Siamo pronti a fare le barricate affinché l’amministrazione cambi il testo di quella delibera, che così com’è stata scritta suona come uno schiaffo ai tanti pratesi che vivono in situazione d’indigenza, pagano le tasse e continuano a essere dimenticati dal Comune”. E’ con queste parole che il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia e candidato governatoreGiovanni Donzelli commenta la delibera con cui il Comune di Prato ha annunciato di voler ristrutturare un’antica casa colonica, con destinazione – recita il testo – “per famiglie a forte rischio di emarginazione, in particolare RSC (Rom, Sinti e Camminanti, ndr)”.


“All’amministrazione pratese concediamo 24 ore di tempo per cambiare il testo di quella vergognosa delibera, che grida vendetta davanti alla dignitosa povertà di tanti cittadini pratesi. Altrimenti – spiega Donzelli, insieme al portavoce pratese Fdi Gianni Cenni e al dirigente nazionale Cosimo Zecchi – venerdì mattina daremo vita a iniziative eclatanti per difendere i diritti degli italiani. La delibera di giunta 67 del 31 marzo 2015 parla chiaro: il Comune di Prato intende ristrutturare un’antica casa colonica per un intervento di edilizia abitativa in favore di famiglie Rom, Sinti e Camminanti. Uno schiaffo inaccettabile al buon senso. Faggi – conclude Donzelli - abbia il coraggio di non rinnegare spudoratamente ciò che ha firmato e cambi quella delibera”.

 Aldo Milone. Il capogruppo di Prato libera e sicura Aldo Milone ha presentato un question time.  "Ho letto sulla stampa locale che un'antica colonica di proprietà del Comune verrà ristrutturata con una spesa di 680.000, il contributo regionale si aggira intorno all'80%, e che diventerà un rifugio per le famiglie a forte rischio di emerginazione sociale la cui sigla sta per RSC, ovvero rom,sinti e camminanti. Tra l'altro la situazione di tante famiglie pratesi dovrebbe essere molto nota a questa amministrazione perchè o vivono in un residence con costi a carico del Comune o anche in auto come è capito di leggere.  Poichè il progetto che si sta portando avanti fa un esplicito riferimento ai rom, in merito a quest'ultimi c'è una dichiarazione del V. Sindaco Faggi del 24 marzo scorso, riportata in un comunicato stampa del Comune, che definisce i rom come soggetti che delinquono".

Roberto Cenni. Il capogruppo di Prato con Cenni, Roberto Cenni: "L'emergenza abitativa è stato un cavallo di battaglia della giunta da me guidata e nel corso dei cinque anni di mandato abbiamo cercato di colmare, con discreti risultati, la carenza di alloggi pubblici che relegava Prato all'ultimo posto in Toscana.

Il problema della casa non fa distinzioni e colpisce sempre più ad ogni livello sociale, investendo famiglie sia italiane che di altre etnie. Non vogliamo entrare nella polemica dell'assegnazione degli alloggi di edilizia popolare pubblica, per questo ci sono le graduatorie che determinano le priorità e confidiamo e non dubitiamo nella correttezza di chi fa la richiesta.
 
Ci colpisce, però, che il primo intervento in questo senso della nuova amministrazione venga attuato con la delibera di giunta n. 67 del 31 marzo 2015, dove si evince chiaramente che l'intervento è attuato mediante uno stanziamento della Regione Toscana finalizzato all'edilizia abitativa per comunità marginate ed "in particolare RSC", dove RSC sta per Rom, Sinti e Camminanti.
Ci pare quindi superflua qualsiasi giustificazione da parte del Vice Sindaco Faggi, la delibera della giunta comunale e la determina dirigenziale della regione non lasciano dubbi.
Chiediamo pertanto che il sindaco Biffoni ed i suoi assessori siano chiari con i cittadini e non si arrampichino sugli specchi con inutili giri di parole, propinandoci anche stavolta l'ennesima "tutta un'altra storia".

Casapound. «La cosa più vergognosa di tutta la vicenda è la scoperta dell’esistenza di un fondo regionale per l’emergenza abitativa destinato in via principale a rom sinti e camminanti. Famiglie italiane che versano nelle stesse condizioni non potrebbero quindi accedere a quelle risorse. E’ la riprova che essere italiani non solo non è tutelato, ma neppure conviene». Con queste parole CasaPound Italia Prato commenta la vicenda della ristrutturazione della casa colonica di san giusto che andrà ad ospitare anche le famiglie rom sgombrate pochi giorni fa dal campo nomadi.


« I 680 mila euro di intervento edilizio per il recupero dello stabile in questione, di cui 544 mila coperti dalla Regione Toscana e i restanti 136 mila dal Comune di Prato, sono lì a testimoniare che non è vero che mancano i fondi, si preferisce destinarli ad altri. Noi abbiamo seguito diverse famiglie italiane rimaste senza casa – dichiara in una nota Cpi- alcune con bambini e mai, a nessuna, è stata offerta la possibilità di restaurare un casolare, ma le soluzioni proposte dagli assessorati erano l’affidamento dei figli ai servizi sociali ed il residence, alcune volte anche in strutture separate. Quando anche per queste famiglie sarà possibile accedere ad un finanziamento regionale destinato principalmente a cittadini italiani? Questa è la vera vergogna di uno Stato e di una regione che prima di pensare ai suoi figli tutela quelli degli altri».


«Checché ne dica il vice sindaco Faggi – conclude la nota- la strana concomitanza fra lo sgombero senza tensioni del campo nomadi di qualche settimana fa e la notizia di oggi sull'assegnazione dello stabile di via Reggiana alle stesse famiglie lascia più di qualche sospetto sulla natura spot dell’intervento in viale Marconi. Faggi ha comunque dichiarato che non tutti i sei appartamenti che saranno ricavati dalla casa colonica ospiteranno rom, sinti o camminanti. Noi vigileremo e in caso contrario siamo pronti ad interventi eclatanti. Perfino ad occupare la struttura assieme alle famiglie italiane in stato di emergenza».