Spostate le pietre delle mura di San Niccolò

Il crollo delle mura in San Niccolò (foto Batavia)

Sopralluogo della Soprintendenza al San Niccolò: "Faremo presto a ripristinare il tratto". Le pietre saranno spostate all'interno del giardino per poi essere ricollocate come in origine

PRATO. C’è ancora un cumulo di macerie per strada. E’ quel che resta di trenta metri del muro di cinta del conservatorio di San Niccolò, accanto a Porta Leone. Qui, ieri mattina, si è svolto il sopralluogo dell’architetto della soprintendenza Gabriele Nannetti, che ha dato il via a procedere con i lavori per un rapido ripristino delle antiche mura che delimitano l’ orto vigna su via della Misericordia. «Le pietre saranno spostate all’interno del giardino per poi essere ripristinate come in origine - spiega Gerardo Gelardi, segretario della fondazione San Niccolò - la ditta, a cui sono stati commissionati i lavori, dovrebbe iniziare a rimuoverle già da oggi pomeriggio, dopodiché sarà montata una rete di protezione. Alla fine dovrà essere ricostruito tutto com’era. Difficile quantificare quanto verrà a costare l’intervento. C’è anche molto da smaltire, perciò i costi salgono. Intanto abbiamo chiamato una guardia giurata che ci costa 500 euro al giorno e che rimarrà per tutta la durata dei lavori facendo sorveglianza notturna e durante l’assenza degli operai. Una scelta inevitabile perché con l’apertura che si è creata, c’è il rischio che entri qualcuno». La stessa guardia giurata ieri mattina ha fatto allontanare diverse persone dal crollo che avevano deciso di entrare nel giardino a curiosare.

A lavoro anche i vigili del fuoco, che grazie a una lunga autoscala, sono riusciti a ripulire i tetti delle case. In piazza san Niccolò il passaggio era ostruito dai rami caduti in abbondanza per il forte vento. «E’ stata evacuata un’abitazione, dove viveva un’anziana signora, che abiterà dalla figlia finché non sarà rimesso a posto il tetto della sua casa - spiega Gelardi – per quanto riguarda la scuola, invece, non ci sono stati danni e da lunedì le lezioni riprenderanno regolarmente».

Non si può dire la stessa cosa per l’altro giardino, l’orto di Gosto, dove si trova la Scala santa su cui è caduto un enorme cipresso.

«Il vento ha buttato giù quattro cipressi e due pini – continuai - ma fortunatamente, a parte le piante da sollevare dal muro, non si sono verificati danni importanti: qualche tegola da rimettere a posto e grondaie volate via, mentre la scala e le statue sono salve».

La caduta degli alberi non è imputabile, secondo Gelardi, a una scarsa manutenzione. «In tutta la mia vita non ho mai sentito un vento del genere paragonabile per i disastri soltanto all’alluvione di Firenze del 1966 - dice – è stato un evento eccezionale, che non era prevedibile».

(ba.bu.)