Quando Prato veste i divi di Hollywood

Di Ob Stock i tessuti per Christian Bale in Exodus e per Grand Budapest Hotel in lizza per l’Oscar nei costumi

PRATO. Scene d’azione, effetti speciali e… tanta stoffa di Prato. Signori e signore, benvenuti in sala e occhi aperti: fra le immagini di “Exodus”, il kolossal targato Ridley Scott in programmazione in questo periodo, si ritroverà la parte migliore del saper fare pratese, a partire dai tessuti naturali e grezzi scelti per vestire anche il divo Christian Bale. È frugando fra gli scaffali dei magazzini della Ob Stock di San Giusto che un anno e mezzo fa Janty Yates, la costumista di “Exodus” che lavora a stretto fianco di Ridley Scott, ordinò una fornitura corposa di juta naturale, lini purgati e varie linee di cotone morbido, lavato e “invecchiato” grazie a un trattamento specifico eseguito in alcune tintorie pratesi. Materiali rigorosamente in fibra naturale che si prestano per l’ambientazione biblica, quantificati in tremila metri di stoffa. «Con Janty Yates – ammette soddisfatta Monica Orlandini, figlia di uno dei soci della Ob Stock - abbiamo una collaborazione che va avanti dai tempi del Gladiatore, sempre per la regia di Ridley Scott. Per questa fornitura di tessuti abbiamo coinvolto maestranze pratesi facendo lavorare diverse rifiniture e spalmature proprio per fare fronte alla specificità dei tessuti richiesti dalla costumista per il set». Non finisce qui. Visto che è tempo di Oscar (i premi saranno assegnati a Los Angeles il 22 febbraio), in gara per la celebre statuetta compare “Grand Budapest Hotel” diretto e co-prodotto da Wes Anderson con ben otto nomination, una delle quali per il miglior costume. Nei paraggi di San Giusto lo staff della costumista Milena Canonero non s’è visto ma una piccola fornitura di tessuti pratesi è giunta sul set attraverso la sartoria romana “Annamode”. Il cavallo di battaglia della Ob Stock sono comunque i costumi d’ambientazione storica e non è un caso che in questo periodo siano alle prese con un altro kolossal dai grandi numeri come il remake di “Ben Hur” che vede nel cast Morgan Freeman. Tessuti pratesi anche per questo film, che sarà distribuito in Italia nel 2016. «Anche in questo caso ci hanno richiesto materiali di fibra naturale, dalla juta alla seta “cruda”, declinati in tonalità neutre», fa sapere Monica Orlandini. La commessa ha numeri importanti: si viaggia sui tremila metri di stoffa per la produzione di “Ben Hur”. Insomma, l’industria del cinema legata al tessile non conosce crisi? Di sicuro da oltre quarant’anni l’azienda fondata da Orlando Orlandini e Loris Bernocchi riesce a legare la fortuna dei tessuti di Prato al grande schermo: Ob Stock è un marchio caro a costumisti del calibro di Dante Ferretti, Maurizio Milenotti e Gabriella Pescucci, solo per citare i nomi più noti. E poi i costumi per il ciak di grandi registi, da “L’ultimo Imperatore” a “Il Gladiatore”, dal “Titanic” a “Aviator” senza dimenticare “La vita è bella” del nostro Benigni baciata dall’Oscar. «Siamo un’azienda piccola – sottolinea Monica Orlandini - e questa è la nostra forza. Spesso il mondo del cinema ci richiede tessuti di metraggio diverso all’interno di uno stesso ordine: avendo un ampio magazzino con tagli già pronti siamo in grado di assecondare le richieste più disparate. Un’azienda grande non riuscirebbe a mettere in produzione piccole quantità di stoffe diverse. Accontentare i costumisti del cinema è una bella sfida».