Inaugurata la casa per ospitare i padri separati

Il vescovo Agostinelli nella cucina utilizzabile contemporaneamente da più persone (foto Batavia)

Quattro camere con i lettini anche per i figli, un salotto e una cucina in Comune. La casa è stata realizzata dalla Diocesi di Prato che ospiterà i papà al massimo per un anno dalla separazione. E' un alloggio di emergenza per aiutarli nel momento in cui devono riorganizzare la loro vita

PRATO. Quattro camere con bagno, un salottino, una cucina, tutti colori e luce. Ecco “Casa Francesco”, la struttura per i papà separati. Qui, i genitori potranno trascorrere un periodo di sei mesi rinnovabile per altri sei, dopo la separazione dalla moglie. Questo per venire incontro alle loro necessità economiche. Quella di Prato è la prima realtà a livello toscano. L’abitazione è stata messa gratuitamente a disposizione dalla Diocesi ed il progetto è promosso dall’associazione “Insieme per la famiglia”, dalla parrocchia di Santa Maria delle Carceri, dalla Caritas e dall’Oratorio di Sant’Anna. L’inaugurazione dei locali c'è stata lunedì mattina alla presenza di tante autorità a cominciare dal vescovo Franco Agostinelli, il prefetto Maria Laura Simonetti e tre assessori comunali (Simone Faggi, Luigi Biancalani e Monia Faltoni) oltre al presidente del consiglio comunale Ilaria Santi.

“Casa Francesco – spiega Idalia Venco presidente dell’associazione ‘Insieme per la famiglia’ – nasce per rispondere alle esigenze di quei papà che quando si separano vivono momenti difficili sotto diversi aspetti. Uno è anche quello economico, visto che non sempre queste persone riescono a sostenere nell’immediato un nuovo affitto. I genitori daranno un contributo per le spese di gestione ed intanto potranno cercare con più calma una nuova abitazione. Senza però dover rinunciare a stare insieme ai propri figli. Le quattro camere hanno un letto e sotto uno a scomparsa che può ospitare il figlio del coniuge che usufruirà dell’appartamento di via Pallacarda al numero 1. Nelle camere ci sono tv e bagno privato. “Devo ringraziare in modo particolare il vescovo – dice Venco – Ci ha messo a disposizione gli spazi per dare vita a Casa Francesco ed è monsignor Agostinelli che ci ha seguito, stimolato ed aiutato per far fronte a questa esigenza per uno dei bisogni della città”.

“E’ importante aiutare chi già vive un fallimento doloroso come quello della separazione – aggiunge monsignor Carlo Stancari parroco delle Carceri – Con questa struttura cerchiamo di accompagnare i papà che si apprestano a vivere una nuova tappa della loro vita. La società deve dare una mano e quella che inauguriamo oggi è una piccola ma significativa opera segno. Quando due persone si dividono i primi a viverne le conseguenze sono gli attori principali, ma subito dopo ci sono i figli. Questa struttura è, dunque, un modo per venire incontro alle richieste dei papà e farli stare insieme ai loro bambini in un ambiente quanto più familiare possibile. Quindi importante anche la vicinanza con l’oratorio dove i piccoli potranno partecipare alle varie attività”. L’assessore Biancalani sottolinea la presenza di una parte della giunta: “E’ il segno della nostra attenzione verso questo progetto – esordisce – E’ un bisogno emergente quello dei padri separati che si può inserire nel capitolo delle nuovo povertà. L’amministrazione è a fianco di questa iniziativa a disposizione per qualunque cosa”. Per il vescovo di Prato, che ha benedetto i locali, siamo davanti ad un bisogno reale: “Ed è giusto dare una risposta immediata – dice – di fronte al bisogno non si può restare indifferenti. E vorremmo rispondere anche ad altri bisogni che si sono sul territorio. Perché la chiesa non può rimanere in chiesa ma deve guardare quello che succede fuori e dare aiuto”.

La Diocesi ha messo a disposizione i locali di Casa Francesco, finanziata con i fondi dell’8 per mille (15mila euro), con quelli del Cesvot (17.567) e con il contributo della Caritas pratese (12mila euro). Altre donazioni sono arrivate dal Lions Club Prato centro, dal Rotary, dall’associazione “Don Chiodaroli” e da privati (l’architetto Luigi Scrima e la geometra Giovanna Becherucci hanno messo gratuitamente a disposizione le proprie competenze). Costo totale del progetto 50mila euro. Intanto, sono già tante le richieste pervenute a fronte dei quattro posti letto; sarà la Caritas diocesana attraverso i centri d’ascolto, le altre realtà di volontariato che si occupano di sostegno alla persona ed anche l’ordine professionale degli avvocati che potranno segnalare le persone da loro seguite. Le domande saranno vagliate dall’associazione “Insieme per la famiglia”.