Rischio amianto nell'acqua: assemblea pubblica ad Agliana

Il meetup 134 di Prato invita a partecipare all'incontro che si terrà, alla presenza di esperti, venerdì 9  alla chiesa vecchia di San Niccolò

PRATO. Il meetup 134 del Movimento5 Stelle di Prato torna sul problema dell'acqua contaminata dall'amianto. "Questa volta è la sezione di Acqua bene comune di Agliana a trattare il problema - scrive Francesco Fedi -, ma anche a Prato abbiamo chilometri di tubazioni dell'acquedotto realizzate in amianto, in tempi in cui questo materiale non era stato ancora messo al bando. Recentemente, è stata resa nota la notizia per cui l'acqua che esce dal nostro rubinetto contenga quantità di amianto che preoccupano i cittadini. Il prossimo venerdì 9 gennaio, alle ore 21, presso la Chiesa vecchia S. Niccolò piazza Aldo Moro, Agliana, si terrà un incontro pubblico per parlare del problema con ladottoressa Carla Breschi, specialista in ematologia ed oncologia, la dottoressa Ginevra Virginia Lombardi , economista, ed il dottor David Mattacchioni, di Medicina Democratica".

"Sull'argomento- prosegue Francesco Fedi -  è giusto ricordare da subito l'esistenza di una grossa falla noromativa, dovuta al fatto che, diversamente da molte altre sostanze inquinanti, per l'amianto non ci sono limiti massimi, giudicati tollerabili dall'organismo.



Formalmente, sembra che il mondo della scienza non sia ancora arrivato ad una sintesi sulla pericolosità in fatto di ingestione di modeste quantità di amianto. Questo diversamente da quanto avviene dall'inalazione dove, da molti anni, l'amianto è annoverato nelle schiera delle sostanza cancerogene accertate.

Sappiamo che la Regione si sta muovendo, attravero l'attivazione di un"Tavolo coordinato", per affrontare la questione dal punto di vista sanitario e scientifico, con l'avvio di una campagna di campionamenti delle acque.

Visti i forti interessi in gioco e visto che il dare seguito alle voci di allerta darebbe luogo a forti spese per gli enti pubblici e pe i gestori del Servizio, olter ad innesare dubbi sulle responsabilità in gioco, è inutile dire che le prime notizie che stanno circolando sonorisultati tranquillizzanti e di assenza di rischi per la salute umana...

Gli assessori regionali Anna Rita Bramerini e Luigi Marroni, ma hanno recentemente affermato di aver provveduto a scrivere al Ministero dell'Ambiente e a quello della Sanità per sollecitare la fissazione di  un valore limite di legge anche per l'amianto che ad oggi, per quanto detto non rientra nei parametri sottoposti a controllo.

Per i cittadini, questo non è assolutamente sufficiente, perchè il rischi è che i motivi ispirativi di quello che potrà essere il tenore del provvediemento, non sia quallo dell'interesse per la salute dei cittadini, bensì quello delle "Lobby dell'Acqua Pubblica".
 
Si parla poi già di "Piano di Monitoraggio delle tubature inquinate" presenti nella rete regionale, attivato dopo le richieste avanzate da gruppi di  cittadini, in seguito alla la notizia per cui circa 250km di tubature in uso a Publiacqua, sarebbero ancora realizzate in cemento amianto.

Dallo scorso anno, esiste già una petizione "No Amianto", volta anche a denunciare come gli assessori regionali ad Ambiente e Salute, Anna Rita Bramerini e Luigi Marroni avrebbero "sottovalutato il mesotelioma all'addome e quello alla pleura, che - secondo gli esperti dei movimenti - sarebbero causati dall'amianto a prescindere dalla quantità di contatto".

Per questo, anche la Campagna “No Amianto Publiacqua” invita a riflettere sul livello di conoscenza scientifica che sta alla base delle decisioni prese chiedendo al presidente Enrico Rossi, "perché si continua a ignorare il DM del 14 maggio del 1996 che impone una rapida sostituzione delle condotte in amianto e il controllo della presenza di fibre nell’acqua potabile interessata da tubazioni in amianto".