I comitati ai consiglieri regionali: «Non votate la nuova pista»

Ennesimo appello di chi si oppone al progetto che riguarda l’aeroporto fiorentino di Peretola. Da Prato minacciano denunce penali contro chi voterà per il tracciato lungo

PRATO. I comitati si appellano ai consiglieri regionali. Vogliono che palazzo Panciatichi blocchi il Pit e lo stralcio della nuova pista convergente-parallela (con inclinazione 12/30 gradi) di Peretola, minacciando, in caso contrario, il ricorso alle vie legali: «Un obbligo lo avete - scrivono nella missiva - ed è quello di operare per il migliore e più generale interesse dei cittadini toscani che vi hanno eletti». E prendono in considerazione le denunce penali verso i consiglieri e tutti coloro che «dovessero rendere compartecipi di tale scellerata decisione».

La richiesta è di stralciare il nodo di Peretola in attesa di nuove verifiche ambientali. Una premessa, per ripercorrere le contraddizioni della variante al piano urbanistico regionale, anzitutto fra il piano strategico degli aeroporti adottato dal ministro alle Infrastrutture, Maurizio Lupi e quello precedentemente adottato dall’ex, Corrado Passera durante l’esecutivo Monti. Ricordando tutte le maggiori criticità dell’operazione di potenziamento dell’hub fiorentino: la normativa europea che vieta la coesistenza di due scali ad una distanza inferiore ai 100 chilometri (criterio che non sarebbe rispettato dal Galileo Galilei e l’Amerigo Vespucci), la richiesta del management di Adf, la società di gestione di Peretola, di un finanziamento da 120 milioni di euro per costruire il tracciato da 2.000 metri e l’intima convinzione che, in fondo, la scommessa della nuova governance societaria sia proprio sulla pista da 2.400 metri. Lo scenario peggiore, da incubo evocato dai comitati ambientali della Piana di Prato, Firenze e Pistoia oltre che dall’associazione “Amici di Pisa”, specie per la sicurezza urbana e per l’impossibilità a quel punto di dar vita ad un vero parco agricolo, pezzo integrante del Pit in via di approvazione definitiva in Consiglio regionale.

«Il masterplan di Adf richiede ad Enac una pista di 2.400 metri, invece che di 2000 metri, come previsto dal Pit». È quanto recita la lettera, menzionando gli ulteriori 300 metri necessari ad ogni capo della pista per il “rullaggio” dei velivoli. Ed è qui che entrano in gioco le preoccupazioni di carattere ambientale. Il nervo sensibile è la deviazione del Fosso Reale. I cittadini evidenziano una “contraddittorietà” fra i dati forniti da Enac e quelli offerti da Enav, ma soprattutto una moltiplicazione del rischio idrogeologico. Con una pista da 2.000 metri il corso d’acqua sarebbe da ridisegnare per 3,5 km di percorrenza, che arriverebbero a 4,5 con la pista lunga da 2.400 metri. «Addirittura si starebbe studiando un’ipotesi di tombatura del Fosso Reale in un canale di sotto attraversamento autostradale, per farlo poi uscire fra la discarica di Case Passerini ed il costruendo Nuovo Inceneritore. Soluzione quest’ultima che ove adottata creerebbe esondazioni e problemi alle attuali casse di compensazione per il Polo Scientifico/CNR».