Aeroporti, voli sopra Prato dal 2019

A dichiararlo Roberto Naldi, Ceo di Corporacion America Italia, a Prato durante un convegno sullo sviluppo del sistema areoportuale. «La pista di Peretola? Farla di 2mila o 2400 metri non è mai stato un nostro problema»

PRATO. «Abbiamo chiesto alla società Mitre Corporation di Washington di studiare la modellistica e gli impatti per migliorare gli effetti degli atterraggi e dei decolli sui progetti della nuova pista dell’aeroporto di Peretola e mentre da alcuni mesi i tecnici di Corporacion sono già al lavoro a Firenze, da martedì scorso altri sono arrivati a Pisa e collaboreranno con Airbus nell’analisi degli scali».  Lo ha detto Roberto Naldi, Ceo di Corporacion America Italia Srl, intervenendo a Prato al convegno sullo sviluppo del sistema aeroportuale toscano organizzato mercoledì 2 luglio dalla Federazione regionale degli ordini degli ingegneri della Toscana, Ordine degli ingegneri della provincia di Prato e Unione Industriale Pratese.

Naldi ha poi annunciato la possibilità di una fusione tra i due scali: «Sarà presentato ai nostri azionisti entro il mese di ottobre il masterplan per la fusione degli aeroporti di Pisa e Firenze e qualora la proposta non andasse a buon fine il mio azionista di riferimento non avrebbe problemi a creare una holding, che di fatto già esiste, chiamata 'Aeroporti Toscana'».

Non le manda certo a dire Naldi, e a chi gli chiede delucidazioni riguardo la lunghezza della pista a Peretola, ribatte sicuro: «Avere una pista di 2000 o 2400 metri non è mai stato un nostro problema. Ciò che vogliamo è raggiungere l’obiettivo di avere 4,5 milioni di passeggeri in più. Sarà poi il regolatore a decidere. Di certo non saranno 400 metri in più o meno a fare la differenza per chi vive nella piana. Intendiamo mantenere gli impegni assunti con la Regione e di rispettare le prescrizioni del Pit senza dimenticare che sarà Enac ad avere l’ultima parola sull'approvazione del masterplan». Enac che si è espressa più volte in favore dei 2400 metri.

La fine dei lavori per l'aeroporto di Firenze? Secondo Naldi tutto sarà concluso entro il 2019/2020.

Il numero uno della società del magnate argentino, Eduardo Eurnekian, ha poi chiarito le ragioni che hanno portato il gruppo multinazionale ad investire sugli scali della Toscana. «Analizzando il panorama italiano abbiamo deciso di concentrarci in Toscana e in Sicilia, perché pensiamo che lo sviluppo aeroporti abbia in Italia un elemento guida che è il turismo. La Toscana è il motore fondamentaei e nel turismo rappresenta un’ eccellenza. C'è una particolarità ulteriore sia Sat che Adf sono società quotate in Borsa. Quindi, mettendo in chiaro una polemica delle ultime settimane sulla cessione del pacchetto azionario da parte dei soci pubblici, la privatizzazione è stata già fatta quando le società sono state messe in Borsa e lo ritengo un elemento positivo e interessante».

Il progetto su Pisa avrà un investimento di circa 250milioni, su Firenze 260milioni e entrambi vedranno arrivare contributi pubblici: «Quanto ancora non è definito – ha detto Naldi – Ma potrebbero arrivare anche al 50%. Una cosa è certa, senza la compartecipazione pubblica sarebbero progetti impossibili».