San Michele: Carmignano in piazza con la sfilata dei rioni

Nella serata di venerdì 4 saltato per la pioggia il palio dei ciuchi. Sabato 5 ottobre, annullata per maltempo la manifestazione, mentre oggi, domenica 6 ottobre, tutto regolare   

CARMIGNANO. Un fine settimana in più per il San Michele, complice la pioggia. Oggi i rioni a Carmignano sfileranno regolarmente e si correrà, a meno di bizze meteorologiche inattese, anche il palio dei ciuchi. Tutti in piazza dalle 15.30 in poi. Ma si sfilerà anche sabato 12 ottobre, per recuperare la serata annullata per pioggia ieri, e pure domenica 13, visto che venerdì sera, per l'asfalto bagnato, il palio dei ciuchi non si è corso e due pali dei ciuchi la stessa sera non si possono correre. Ci sarà dunque tempo per conoscere il vincitore. Un fine settimana inatteso e fuori programma, esattamente come l'anno scorso.

Naturalmente solo la sfilata di sabato sarà valida per la gara e sulle tribune ci sarà la giuria di esperti, gente di teatro e d'arte. Domenica invece il 'teatro in strada' sarà solo uno spettacolo per i pubblico, dopodiché saranno aperte le buste e proclamato il rione vincitore. Dal comitato fanno sapere che I biglietti per le tribune già acquistate per ieri, sabato 5 ottobre, sono già validi per sabato 12 ottobre. Intanto vediamo che cosa è accaduto nella prima serata di venerdì 4 ottobre.

Bianco, celeste, giallo o verde? Cinque giudici, gente d'arte e di teatro, mai di Carmignano e neppure di Prato, si sono già pronunciati e i loro verdetti sono chiusi in cassaforte. Gli altri dieci lo faranno dopo la seconda e terza sfilata. Per l'esito della gara ci sarà quindi tempo. Venerdì 4 ottobre, il San Michele 2013 è sceso per la prima volta in piazza, con quel suo 'teatro in strada' che dagli Settanta è diventato la festa del patrono, quel teatro corale e spontaneo (mai improvvisato) - con mille figuranti, bambini di pochi mesi ed anziani fino a novant'anni, anche stavolta - che racconta Carmignano e diventa una sfida avvincente tra quattro contrada. Una storia diversa per rione, ognuno con la sua sensibilità. Mezz'ora a testa, fin oltre mezzanotte e mezzo. Senza palio dei ciuchi, rinviato per l'asfalto bagnato. Minacciava pioggia venerdì (e due spruzzate d'acqua l'ha anche fatte), ma in tanti hanno scalato il Montalbano per non perdersi lo spettacolo, seduti sulle tribune o in piedi, fino alla fine, scaldati dall'inossidabile Stefano Fatighenti, speaker della festa da 33 anni. “Uno spettacolo che non pensavo” confessa una ragazza di Santa Croce, che è nata a Quarrata ma la festa non l'aveva mai vista, già pronta a tornarci. La serata inizia con il corteo con i tamburini del gruppo storico e gli ospiti francesi di Devilles Les Rouen. Un minuto di silenzio in ricordo dei migranti naufragati a Lampedusa e poi la piazza è tutta per i rioni e il loro 'teatro in strada'. Sfila il bianco, con le sue trovate sceniche ed emozioni allo stato puro, con le sue storie nella storia e costumi che diventano sculture in movimento. Arriva il celeste, con quella cura nei vestiti ed accessori che lo contraddistingue e messa in evidenza anche stavolta, e bravura nello scendere in piazza e lavorare con materiali semplici e di riciclo. Sono stati questi due rioni i protagonisti quasi assoluti degli ultimi diciotto anni. Poi è la volta dei gialli, con il loro racconto ben sceneggiato, e della poesia dei verdi. I celesti, hanno portato quest'anno in piazza la storia romanzata di un antico principe etrusco di Artimino che ha lasciato a Carmignano i bianchi avori incisi, il nero incensiere in bucchero e una raffinata coppa in vetro turchese arrivata dal'Africa.

I bianchi hanno reso un tributo a Gino Balena, il 'regista' che negli anni Settanta ha rivoluzionato il San Michele, e un omaggio all'artista e all'uomo, in un viaggio tra emarginati e rifiutati dove la diversità diventa opera d'arte. Il verde, vittorioso l'anno scorso dopo diciassette anni, si è presentato col fresco e lieve racconto, fatto da una maestra ai suoi alunni, di Bogardo ed Arrigo bambini e ragazzi, Bogardo Buricchi il partigiano e Arrigo Cecchi il podista e giornalista. Una storia sull'amicizia, balletti e scenografie di costumi. I giallihanno raccontato la storia della Misericordia del paese e l'eterno spirito di servizio dei sui volontari: un racconto serio ma a tratti anche ironico, con il gusto tutto toscano della battuta e dello sberleffo.

Riavvolgendo il film della serata gli occhi si soffermano sul quadro delle rondini in volo dei bianchi, sulla nave etrusca e il grande incensiere dei celesti. Tutte e tre macchine sceniche degne di un teatro vero. Ripensi a notte fonda all'emozionante carro dei verdi che accoglie i partigiani morti nel sabotaggio di Poggio alla Malva o al teatro puro dei gialli, il rione che non vince dal 1971 ma continua a crescere. Azzardare chi potrebbe vincere è comunque arduo, anche per il meccanismo di voto. La giuria ha infatti paletti stretti e griglia bloccata: 5 punti al primo e 3,2 e 1 agli altri, i pari merito non sono previsti. Così il compito a volte si fa ancora più difficile e ingrato. E poi la prima sera è po' per tutti una prova generale. E' la prima volta che le sfilate si srotolano in piazza e non è raro che qualche regista, il giorno dopo, smonti e rimonti tutto. (w.f.)

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