Il sottosegretario Toccafondi a Prato: «Più pratica nelle scuole» FOTO

Gabriele Toccafondi ha visitato l’istituto Marconi: «Più ore di laboratorio negli istituti professionali». E sul Dagomari e le classi colme di cinesi ha detto: «Una realtà su cui è necessario riflettere»

PRATO. Ha scelto l’istituto professionale “Marconi” di Prato per inaugurare un tour che porterà avanti nelle scuole italiane per toccare con mano come effettivamente vanno le cose. «Solo andando di persona posso realmente capire le questioni scolastiche e vedere le cose di cui c’è maggiormente bisogno». Parole di Gabriele Toccafondi, sottosegretario all’istruzione che, da toscano, ha voluto iniziare il percorso nella sua regione.

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Le immagini del sottosegretario Toccafondi con gli studenti del Marconi - FOTO

Accompagnato dal preside Daniele Santagati, dal prefetto Maria Laura Simonetti e dalla vice presidente della Provincia Ambra Giorgi, il sottosegretario ha visitato i laboratori della scuola, le aule, parlato con gli studenti e i professori. «La cosa che ha mi colpito – ha detto Toccafondi – è il fatto che i ragazzi hanno il desiderio di stare con le mani in pasta. Uso volutamente questa espressione, perché rende l’idea. Stare, quindi, a contatto con il ferro e con i macchinari. Chiedono di studiare ma anche di saper utilizzare quegli strumenti che un domani saranno quelli del loro lavoro. Quindi bisogna adoperarsi affinché negli istituti professionali e in quelli tecnici si aumentino le ore di laboratorio oltre ai periodi di stage in aziende, per preparare in maniera completa i giovani all’incontro con il mondo del lavoro».

«Un obiettivo infatti - prosegue il sottosegretario - è quello di contaminare la scuola con il mondo del lavoro. I ragazzi devono vivere le aziende con stage e le aziende, a loro volta, collaborare con i vari istituti. Un altro punto fermo è quello di concentrarci sui laboratori ed investire su questi e su quanti li mandano avanti».

IL CASO: TROPPI CINESI AL DAGOMARI, DUE RAGAZZI CHIEDONO DI CAMBIARE

In merito alla vicenda dell’istituto Dagomari dove in una classe ci sono solo due alunni italiani intenzionati a trasferirsi in un'altra classe, il sottosegretario Toccafondi si è espresso dicendo che è importante che non ci siano classi ghetto. «Il fatto che in questa scuola ci siano molti cinesi è una realtà sulla quale bisogna riflettere. Va capito perché tutti questi ragazzi si iscrivono al tecnico commerciale piuttosto che in un’altra scuola – ha detto il sottosegretario -. Il Dagomari, alla luce di questo, sarà proprio una delle scuole che visiterò di persona come fatto stamani col Marconi».