Torna al suo posto in Duomo il capitello bronzeo di Donatello

Si tratta di una copia. L’originale sarà esposto il prossimo anno a Firenze alla mostra sul Rinascimento

Dopo undici anni torna al suo posto, seppure in copia, uno dei gioielli del patrimonio artistico pratese: il capitello bronzeo di Donatello e Michelozzo. Da questa mattina è in corso la ricollocazione sulla facciata del duomo, proprio sullo spigolo che costituisce il basamento del pulpito di Donatello, lo splendido capitello dalle forme, definite dal direttore dei Musei diocesani Claudio Cerretelli, «turgide e pacate, ricche di spunti decorativi con ricordi classici».

«Siamo molto soddisfatti che quest’opera così importante, seppure in copia, torni al suo posto dopo tutti questi anni e in tempo per il prossimo otto settembre», sottolinea don Renzo Fantappiè, direttore dell’ufficio Beni culturali della Diocesi che ha seguito il progetto. «L’originale, il capitello più bello del mondo, che il restauro all’Opificio delle pietre dure ha restituito in tutta la sua bellezza, sarà il prossimo anno a Firenze alla grande mostra sul Rinascimento e poi a Londra e a New York». Cerretelli sottolinea come il restauro abbia riportato in evidenza sull’originale (dallo scorso anno al Museo dell’Opera del Duomo) la doratura originale fatta a pennello dallo stesso Donatello e che era andata perduta.

Come detto, quella messa stamani sullla facciata sotto il pulpito è una copia in bronzo (250 chili), esattamente uguale all’originale del 1433, realizzata dalla ditta Salvadori di Pistoia sotto la supervisione della Soprintendenza. Si è trattato di un lavoro molto impegnativo che ha visto coinvolto anche l’Isti, l’Istituto di Scienze e Tecnologie dell’Informazione, del Cnr di Pisa che ha fatto un modello del capitello in 3D, riuscendo così a riprodurre esattamente l’originale senza un tradizionale calco a contatto.

L’intervento, dal costo di 50 mila euro, sostenuto dalla Diocesi, ha avuto il contributo, per circa la metà, della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato. (Foto di Damiano Fedeli).