Prato, Sel bacchetta l'assessore Silli "Alfano gli insegni l'educazione"

È la replica del partito dopo il tweet dell'assessore all'Immigrazione di Prato che su Twitter aveva attaccato con parole pesanti il leader di Sel, Nichi Vendola, per i suoi commenti alla sentenza Diaz 

silllid«Conosciamo da tempo lo stile del centrodestra italiano. Chiediamo solo all'onorevole Alfano di insegnare l'educazione ai propri esponenti, almeno a quelli che svolgono incarichi istituzionali». Così, in una nota, Sel commenta la pubblicazione del «messaggio su Twitter di un assessore del PdL - spiega Sinistra Ecologia e Libertà -, ed ex consigliere di un ministro del governo Berlusconi, che insulta Nichi Vendola per i suoi giudizi dopo la sentenza della Cassazione sulla mattanza Diaz».

La dichiarazione è stata pubblicata su Twitter dall'assessore all'Integrazione del Comune di Prato Giorgio Silli, il 6 luglio scorso. «Vendola sei un buffone. Le tue dichiarazioni sulla sentenza G8 sono roba da circo equestre. Sei un pagliaccio», è il testo del tweet (nella foto).

Le parole di Vendola riportate dalle agenzie di stampa a commento della sentenza Diaz erano state: «La nube tossica che per 11 anni ha coperto la mattanza alla Diaz si è dissolta»; «la Cassazione ci dice, con sentenza definitiva che a Genova nel luglio 2001 i tutori della legge si trasformarono in carnefici di ragazzini. Per me, lo dico con viva emozione, è un raggio di verità e giustizia che illumina una pagina buia della storia italiana»; «il Parlamento introduca il reato di tortura nel codice penale del nostro Paese. In dieci giorni lo possono fare. Ce lo chiede l'Onu, l'Europa, il buon senso e la giustizia».


LA REPLICA DI SILLIA SEL
Interpellato sul tema, l’assessore Silli non accenna a fare passi indietro o a chiedere scusa. «È vergognoso - scandisce - che il governatore di una regione importante come la Puglia faccia sciacallaggio su una triste pagina della nostra Repubblica». «Non si gioisce mai quando le persone vengono condannate - aggiunge Silli - specialmente quando si tratta di servitori dello Stato». Niente scuse, dunque? «Assolutamente no. Se il presidente della Regione Puglia si è risentito per le mie parole me ne dolgo, ma ribadisco che quelle parole erano appropriate».

Tra il centrodestra pratese e Nichi Vendola questo è il secondo round. Il primo risale alla visita del leader di Sel, che definì «bancarottiere» il sindaco Cenni in relazione all’inchiesta che lo vede indagato per bancarotta fraudolenta dopo il fallimento della Sasch.