Tutto il mondo diventa una lampada

Elisa Martino nel negozio. A destra, alcune sue creazioni

Abbandonata la scrivania da ragioniera, Elisa ha scelto la creatività

 PRATO. Qualsiasi cosa, nelle sue mani, si trasforma in una lampada: vasi, candelieri, bottiglie, soprammobili, di tutto e di più se visto con gli occhi di Elisa Martino, giovane artigiana pratese, può trasformarsi in un lume ornamentale. Per questa sua passione ha disatteso una carriera da ragioniera per cui aveva studiato a scuola. E così Elisa, all'epoca poco più che 18enne, dopo qualche breve esperienza da impiegata, provò a voltare pagina inventandosi un mestiere. Talento, manualità e creatività di certo non le mancavano, così un parente dell'area fiorentina le spalancò la porta della sua bottega artigiana. «Lo devo a lui se ho imparato a fare questo mestiere - racconta Elisa, oggi 27enne - Mi ha dato la possibilità di lavorare nella sua bottega finché non mi sono sentita pronta per fare il grande salto e lavorare per conto mio». Sentirsi sicura è una cosa, lanciarsi sul mercato con un'impresa, seppur piccola, è un'altra. «Grazie anche ai miei genitori, che mi hanno sostenuto economicamente, nel 2005 ho aperto il mio negozio-laboratorio - racconta con soddisfazione - Per fortuna a Prato nel mio settore non c'è concorrenza. Ma le cose per noi artigiani non sono semplici. La difficoltà più grande con cui mi scontro ogni giorno è la mentalità delle persone che non sempre riconoscono in termini di prezzo, il valore di un oggetto artigiano: per realizzare un prodotto può volerci anche una giornata di manodopera». I colossi della grande distribuzione ci hanno insegnato che si può acquistare un oggetto di design con pochi euro, ma nulla ha a che vedere con l'originalità di creazioni realizzate a mano e studiate per ogni esigenza. «Con il cliente mi confronto su un'idea, poi butto giù uno schizzo su carta e comincio a lavorarci - spiega Elisa - Posso realizzare solo il paralume, il cappello della lampada, o l'oggetto per intero, in questo caso anche le basi che propongo sono artigianali come tutto il resto, di legno o ceramica».  Ago, filo, forbici e tessuto sono gli strumenti del mestiere: «Si tratta di stoffe trattate apposta per paralumi che acquisto da un'azienda del Nord Italia, la stessa pergamena la tratto come fosse un pezzo di stoffa. Riesco a ricavare una lampada da qualsiasi base e capita spesso che i clienti me ne portino di proprie come candelabri o damigiane, bottiglie e così via: non c'è niente - recita il suo motto - che non possa essere trasformato in lampada. Collaboro molto con i tappezzieri per cui realizzo, su richiesta, complementi d'arredo in coordinato con la tappezzeria di divani e tende, ma anche per aziende private tra cui ristoranti e bar di Prato e Firenze».