La camorra investe nel mattone

Sequestrati immobili per milioni di euro, in carcere otto persone

PRATO. Se li ricordano bene, Mario Papale e la moglie Rosa Iacomino, quelli che fino all’anno scorso frequentavano un noto locale di via Ricasoli. I coniugi di Ercolano, lui 36 anni lei 37, si erano fatti notare per la gentilezza dei modi e forse anche per l’imponente Bentley con la quale lui se ne andava in giro. Altri tempi. Ora Papale e la moglie sono in carcere, insieme ad altre sei persone, accusati di essersi prestati a riciclare il denaro sporco della camorra, e in qualche caso anche a prestarlo a tassi da usura. Una brutta storia che nasce in Campania, tra Napoli, Ercolano e Trentola Ducenta, ma che è ben radicata a Prato, dove sono stati sequestrati immobili per milioni di euro e dove la coppia ora in carcere aveva avviato alcune attività imprenditoriali. Se non è campata in aria l’ipotesi della Direzione distrettuale antimafia e del Gico della guardia di finanza, che ieri mattina ha fatto scattare le manette, troverà conferma il fatto che i soldi guadagnati col traffico di droga vengono investiti in attività apparentemente pulite a centinaia di chilometri da dove si è realizzato l’affare illecito.

Di questo vengono accusati Mario Papale e Rosa Iacomino, di aver comprato immobili col denaro dei fratelli Luigi e Salvatore Mocerino, ritenuti «organici al clan Mazzarella», un milione di euro realizzato col traffico di eroina. Pur risultando formalmente residenti a Ercolano, i coniugi Papale, hanno da tempo impiantato le loro attività a Prato. In primo luogo con la Rosa Immobiliare, intestata a Rosa Iacomino, una società che ha acquistato alcuni appartamenti in città. Tra questi c’è un blocco all’angolo tra via Tacca e via Fra’ Bartolomeo, al momento in fase di ristrutturazione. I responsabili del cantiere ieri sono caduti dalle nuvole. Da tempo avevano difficoltà a mettersi in contatto col committente, ma non avevano idea che la situazione fosse così grave. Altri immobili sarebbero stati acquistati dall’immobiliare nel centro storico. Dal 2007 la Rosa Immobiliare ha spostato la sede legale a Lucca, ma a Rosa Iacomino fa capo un’altra società, la P.G. Fashions in liquidazione (sede legale in via Vittorio Veneto) e ha fatto capo la Luxury Trading, poi ceduta. In un outlet di via dei Palli la signora Iacomino sarebbe stata in società col trentasettenne lucchese Alberto Tradii, finito anche lui in manette.

L’inchiesta è nata da un versamento di un milione di euro fatto nel 2005 in una filiale pratese di Banca Intesa, che è servito per un aumento di capitale della Rosa Immobiliare e per l’acquisto di immobili e l’accensione di mutui. Secondo gli inquirenti, ci sarebbero anche casi di usura e un imprenditore pratese sarebbe stato minacciato con una pistola se non avesse restituito il denaro prestato con gli interessi usurari maturati