Coronavirus: 126 contagi in più ma Prato tornerà in arancione da sabato

Colpo di scena nel tardo pomeriggio dopo che i dati dei casi e dell'incidenza sembravano confermare la zona rossa per la quarta settimana consencutiva. Segnalate altre due vittime del Covid

PRATO. Con 126 contagi in più e altre due vittime segnalati dal bollettino di oggi, a Prato e provincia. Ma nel tardo pomeriggio di oggi, venerdì 16, c'è stato un colpo di scena quando dai dati dell'incidenza e del numero dei casi sembrava si andasse incontro alla quarta settimana consecutiva in zona rossa. Va detto che il presidente della Regione Eugenio Giani aveva quasi profetizzato questa soluzione già una settimana fa, anche se i dati non fossero per nulla confortanti. L'indice dei contagi in rapporto alla popolazione resta a 282 casi settimanali.

In mattinata lo stesso Giani aveva ventilato la possibilità della possibile permanenza in "rosso" per Prato e la sua provincia, oltre ai comuni della piana fiorentina (ma non Firenze) e dell'Empolese. "La questione zone rosse -  ha spiegato il presidente Giani, che in serata valuterà l'adozione di restrizioni locali - riguarda la provincia di Prato ed eventuali singoli Comuni, non più quella di Firenze con la discesa dei contagi". Nel tardo pomeriggio è arrivato il dietro front.

Sentito il ministro della Salute Speranza, ritornano in zona arancione, dalle 14 di domani, sabato 17, come indicato nell’ultima ordinanza, anche la Città metropolitana di Firenze, la provincia di Prato, i Comuni di San Miniato, Montopoli in Val d’Arno, Santa Croce sull’Arno, Castelfranco di Sotto (parte della Provincia di Pisa, ma compresi nella zona socio sanitaria Valdarno Empolese Valdelsa), e i Comuni di Poggibonsi, San Gimignano, Colle di Val d’Elsa, Casole d’Elsa, Radicondoli (compresi nella zona socio sanitaria Alta Valdelsa).

“Prendiamo atto della decisione del presidente che analogamente ai comuni della piana fiorentina ha deciso anche per Prato e provincia, dove il tasso è di 282 positivi ogni 100mila abitanti, il passaggio a zona arancione”. Così i sindaci di Prato, Montemurlo, Poggio a Caiano, Carmignano, Vaiano, Vernio e Cantagallo  intervengono sulla decisione della Regione che ha uniformato le province con un unico colore. “La comunicazione iniziata una settimana fa in cui si preannunciava la zona arancione per sabato alle 14 ha creato aspettative e un po’ di confusione, ma siamo certi che la decisione del governatore, che ha disposizione tutti i numeri anche sugli ospedali, sia stata ponderata. Riteniamo che i cittadini e le attività economiche dovrebbero sempre essere informate con un congruo anticipo di qualsiasi tipo di decisione”.  I sindaci ribadiscono: “Dobbiamo essere tutti consapevoli che non siamo fuori dall’emergenza, domani alle 14 non sparisce il virus”.

Oggi si è riscontrata in Toscana una consistente riduzione dell’occupazione dei posti letto Covid in ospedale con meno 77 posti letto non intensivi e meno otto posti letto intensivi. Non a Prato però. Il dato di oggi porta il totale dei casi a 19.175 dall'inizio dell'epidemia, mentre il numero delle vittime del Covid-19 tocca quota  472. Le due vittime di oggi  sono una donna di Montemurlo di 82 anni e un un pratese di 79, entrambi deceduti all'ospedale Santo Stefano. Si mantiene ancora molto elevata la pressione sull'ospedale Santo Stefano e sugli altri presidi Covid pratesi, anche se si torna sotto i 300 ricoverati. In tutto oggi sono 289 così distribuiti: nell'area Covid dell'ospedale è tutto esaurito: 154 posti occupati su 154. In terapia intensiva i degenti sono 18 su 20 posti disponibili. Ancora numeri da saturazione completa, seppure con qualche letto che nel frattempo è stato tolto, nelle altre strutture Covid: 42 ricoverati su 42 al centro La Melagrana di Narnali; 23 letti occupati su 23 al vecchio ospedale Misericordia e Dolce e 52 ricoverati su 53 posti disponibili al centro Pegaso dell'ex Creaf.