La caduta dell’Etrusca letta da coach Marchini «Non ci abbiamo creduto abbastanza»

SAN MINIATO. Non è riuscita all’Etrusca La Patrie San Miniato l’ennesima impresa di un grande girone d’andata: a Vigevano nello scontro al vertice contro Elachem ha ceduto al tasso tecnico e alla fisicità degli avversari perdendo 67-50.

Coach Alessio Marchini come di consueto analizza in maniera dettagliata la prestazione e il momento della squadra biancorossa. «Non ci abbiamo creduto abbastanza – sottolinea – in settimana avevo ripetuto più volte che non ci si doveva sentire con la pancia piena dopo la qualificazione alla final eight di Coppa Italia, in alcuni frangenti siamo stati troppo superficiali subendo l'aggressività della difesa avversaria. Dopo un buon inizio abbiamo concesso troppo in difesa, lasciando qualche tiro aperto, mentre in attacco siamo stati piuttosto statici. Quando segni soltanto 50 punti e fai un 0-14 da tre è difficile vincere le partite ad ogni livello. Tuttavia dopo essere andati a -24 all'inizio del terzo quarto – prosegue Marchini – siamo stati bravi a rimanere a galla. Purtroppo però sul -8 abbiamo fatto uno 0-2 dalla lunetta non sfruttando un antisportivo a nostro favore, poi è diventato molto difficile rimontare perché mancavano le risorse per farlo».


Le sconfitte non fanno mai bene, frase quasi lapalissiana, ma possono essere lezioni che possono portare benefici. «Se questo fosse un episodio isolato potrebbe anche essere positivo, per farci capire cosa accade quando non ci esprimiamo al massimo. Mi dispiace – spiega coach Marchini – aver affrontato questa gara non nelle nostre condizioni migliori. Allo stesso tempo non mi voglio appellare a questo, siamo in questa posizione di classifica e dobbiamo fare di tutto per mantenerla. Il campionato è difficile ma tutte le partite a mio avviso sono giocabili. Dobbiamo prestare attenzione perché il girone di ritorno è ricco di insidie a partire dalla partita di domenica al Fontevivo contro Cecina, solitamente contro di loro sono sempre sfide molto complicate».



© RIPRODUZIONE RISERVATA