La rabbia del Pontedera per battere il Teramo

Maraia e i suoi non hanno ancora digerito l’immeritato ko di Olbia: «Vogliamo il massimo, ma dobbiamo guadagnarcelo»

Alessandro Marone

PONTEDERA. Si è chiuso con un pizzico di amaro in bocca un novembre che, fino al minuto 89 della gara ad Olbia, poteva definirsi quasi perfetto per il Pontedera.


Dopo il tris di vittorie contro Grosseto (2-0), Viterbese (2-3, all’ultimo respiro primo acuto stagionale in trasferta) e Pescara (2-1) è arrivato uno stop: bottino pieno ai sardi grazie al micidiale uno-due in extremis di Ragatzu e Renault. Continuità di risultati sfumata all’ultimo, ma il Pontedera vuole riprendere subito la marcia: oggi (fischio d’inizio alle 14.30) nel fortino del Mannucci, dove sono arrivati 17 dei 21 punti in classifica, arriva il Teramo nella gara che inaugura la 17ª giornata del girone B. La truppa di Maraia riparte dalla prestazione. «Il pari ad Olbia sarebbe stato il risultato più giusto – dice il tecnico – la squadra se l’era meritato. Avere continuità in questo campionato è un fattore importante, ma la prestazione resta e, se sarà ripetuta, sarà un aspetto positivo nelle prossime trasferte. Nelle ultime gare l’unica prova che vorrei cancellare è quella di Viterbo che, al di là del risultato, non mi era piaciuta».

Impressionante e positivo il ruolino di marcia dei granata al Mannucci: «In casa la squadra è più sciolta, trova una spinta maggiore, ma questo va confermato ogni volta. Non dobbiamo pensare che le gare al Mannucci siano in fotocopia e dare per scontato che vengano fuori prestazioni importanti. I ragazzi sono stati bravi a costruire prove solide nell’arco dei 90 minuti. Non è facile avere un rendimento così alto in casa, ma dobbiamo pensare a ottenere risultati anche fuori».

Seconda trasferta toscana di fila per il Teramo, reduce dal poker subito contro la Carrarese e scivolato al quartultimo posto. Giorni tribolati anche dal punto di vista societario per gli abruzzesi: in settimana è arrivata la notizia del dissequestro dei beni dei nuovi proprietari del club, i fratelli Davide e Mario Ciaccia (i due imprenditori sono coinvolti in una inchiesta della Procura di Roma con ipotesi di reato in associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato), che di recente avevano acquisito il 60% delle quote del Teramo. Maraia, comunquem mette in guardia i suoi: «Vengono da un risultato pesante, ma la gara è stata dai due volti: il primo tempo lo hanno chiuso immeritatamente in svantaggio. Sicuramente avranno voglia di riscatto, ma la avremo anche noi. La gara di Olbia ci è rimasta nella mente. Dobbiamo mettere in campo questa rabbia, delusione, ma con lucidità, pazienza e determinazione: vogliamo conquistare il massimo, ma sappiamo che ce lo dobbiamo costruire».

Nelle fila granata rientra Milani dalla squalifica, in porta ballottaggio Angeletti-Sposito (dovrebbe giocare ancora il primo), Mutton non ha ancora recuperato dall’infortunio alla mano (anche Parodi non è al meglio), davanti dovrebbe esserci Benedetti a supporto del bomber Magnaghi, ex della sfida. Teramo falcidiato dalle assenze per infortunio (l’ultimo in ordine di tempo il centrocampista Viero), out per squalifica il difensore Piacentini (favorito Bellucci). Fiorani e Montaperto si giocano una maglia, coperta corta per Guidi, che potrebbe sorprendere con un cambio di modulo: 4-2-3-1.

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