Altro acuto di Cacciatore, una stagione ricca di gioie

PISA. Romeo Cacciatore chiude una stagione forse irripetibile con la conquista dell'oro italiano Fidal over 55 nel Pentathlon dei lanci a Pistoia con i colori del Cus Pisa. La disciplina somma in una classifica a punti i risultati di gare di lancio di giavellotto, disco, peso, martello e martellone.

Più che al pentathlon somiglia ad una maratona... «Abbiamo iniziato – racconta l'”Omoragnolo” – alle 14.30 e finito alle 19, dopo cinque gare consecutive di tre lanci ciascuna. Una lunga attesa in un continuo raffreddarsi e riscaldarsi nuovamente. Con tre tentativi è stato fondamentale fare immediatamente una misura, perché tre nulli e quindi zero punti in un tipo di lancio avrebbero pregiudicato l'intera gara».


Vittoria nel peso, con la misura ufficiale di 11.02 metri, valsa 729 punti, 199 in più rispetto al secondo classificato (il pistoiese Giorgio Carezzi). Concesso il bis nel giavellotto: 27.29 metri per 392 punti e allungo di altre 94 lunghezze. Minore con il disco, ma comunque un terzo successo, con 29.20 metri, 512 punti e un'ulteriore accelerazione di 154.

Partendo con un +447 complessivo l'assistente operativo dell'Enel ha affrontato le “note dolenti” del martello e del martellone (alla prima esperienza con questo strumento). Il martello è stato scagliato a 19.01 metri, dilapidando 237 punti di vantaggio. Infine, con il martellone (una palla di quasi 12 chilogrammi) solo 7.78 metri, a -151 punti da Carezzi, però rimasto dietro di 59 nella classifica finale (2.284 a 2.225).

Una settimana prima l'“Omoragnolo”, dopo gli ori nazionali Csi nel peso e nel giavellotto, aveva ottenuto un preziosissimo bronzo nel lancio del peso ai campionati “italiani” master Fidal categoria M55 (over 55 anni) disputati a Rieti, inchinandosi di fronte al campione europeo Giovanni Tubini. «Nella Fidal – conferma Cacciatore, soddisfatto ma molto autocritico – le gare sono di livello più alto rispetto al Csi. Purtroppo non sono arrivato in grande forma a questo appuntamento, altrimenti avrei potuto giocarmi anche l'argento. Tubini comunque era irraggiungibile».

Massimo Berutto

© RIPRODUZIONE RISERVATA