Granata, la salvezza è a portata di mano

Nel Pontedera torna l’entusiasmo dopo la vittoria di Cuneo

PONTEDERA. Il day after è ancora più dolce. Vincere a Cuneo era fondamentale e i ragazzi di Ivan Maraia ci sono riusciti. La doppietta di Pinzauti è solamente la ciliegina sulla torta. Alla spettacolare rovesciata del numero undici ex Tuttocuoio si aggiunge una prova corale di grande maturità. A fare la differenza – in particolare – sono stati i “vecchietti” della squadra: in difesa ha giganteggiato Jonathan Rossini, arrivato a gennaio ma inseritosi perfettamente nei meccanismi della difesa granata; quindi, a centrocampo, ennesima prestazione positiva di Andrea Caponi. Infine, là davanti, Gigio Grassi, 34 primavere, che sembrava quasi librarsi sul campo.

Difesa fortino. A differenza della partita con il Pro Piacenza, il Pontedera non ha subito gol. Come ha detto anche Caponi nelle interviste di fine partite, martedì nessuno si aspettva di subire una rete dalla squadra di Fulvio Pea. Ma alla fine, negli ultimi minuti, Alessandro ha bucato la porta granata. Sabato stesso copione, ma risultato diverso. I tre moschettieri davanti a Nikita Contini, – provvidenziale nell’unico tiro in porta dei cuneesi – ossia Frare, Rossini e Borri, hanno chiuso ogni varco agli avversari. Anche nel secondo tempo, quando mister Viali ha gettato nella mischia praticamente tutti gli attaccanti a disposizione. Ma niente da fare: il Pontedera non ha subìto, mantenendo inviolata la rete per l’ottava partita in campionato.


Centrocampo intelligente. Alla difesa si arriva soltanto dopo il filtro della mediana. A questo ci hanno pensato Gargiulo e Calcagni. Mentre il primo ha provato anche a sganciarsi in avanti, provando qualche inserimento, il secondo si è fatto carico del lavoro sporco, lottando su tutti i palloni e proteggendo una fonte – inesauribile – di gioco come Caponi. Il capitano dei granata dà la sensazione di saper sempre cosa fare con il pallone tra i piedi. Certo, negli ultimi minuti di gioco, anche il numero otto non ha disdegnato la fase di contenimento, contribuendo alla difesa del risultato.

Attacco ritrovato. Il Pontedera, prima della partita in terra piemontese, nel solo girone di ritorno, aveva messo a segno 9 gol in undici partite. Un magro bottino, che diventa ancora più povero guardando le ultime cinque: dalla sfida all’Arezzo a quella con il Pro Piacenza, i granata hanno realizzato due sole reti. Serviva una scossa, e scossa è stata. Ad accendere la luce sono stati Lorenzo Pinzauti e Luigi Grassi. Il giovane centravanti, classe 1994, ha messo la doppia firma sulla partita spartiacque della stagione. Prima con una rovesciata da PlayStation, poi con il tap-in vincente per la sicurezza. L’ex Ascoli, invece, ha letteralmente preso per mano la squadra, portandola alla vittoria. Il sinistro educato ha sfornato assist per tutta la partita, dribbling preziosi e un palo che ancora trema, colpito da distanza golfistica. Se da qui alla fine i granata potranno nuovamente contare su un Grassi del genere, la corsa verso la matematica salvezza sarà molto più semplice.

La situazione. Dopo la partita di Cuneo, il Pontedera si issa a 36 punti in classifica. Una posizione tranquilla, che vede i granata a più sette sull’Arezzo e a più otto sul Cuneo. Per la squadra aretina, però, la situazione rimane abbastanza nebulosa, avendo disputato tre partite in meno (a causa della situazione societaria), ma con una penalizzazione dietro l’angolo. Nei confronti dei biancorossi, invece, i ragazzi di Maraia godono effettivamente di un margine di otto punti. Un vantaggio consistente, che il Pontedera dovrà riuscire a mantenere integro. Già da giovedì, quando al Mannucci arriva la Robur Siena. Una partita sulla carta già decisa, ma così era anche all’andata, quando Caponi, Risaliti e Mastrilli ribaltarono i bianconeri, conquistando tre punti storici. Il Pontedera può compiere l’ennesimo miracolo e, perché no, festeggiare una salvezza a quel punto quasi blindata davanti ai suoi tifosi. I granata hanno in mano il loro destino.

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