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Muore nell’incendio divampato in cucina pensionata immobilizzata su una poltrona: la tragedia a Lari

La vittima Jozefa Duh

La donna era malata di Sla, il marito le aveva messo delle fasce per evitare cadute. Ipotesi accidentale per il rogo

CASCIANA TERME LARI. Quando le fiamme sono state domate restituendo quello che il fuoco aveva divorato, agli occhi dei soccorritori si è svelata la sagoma di un corpo carbonizzato su una poltrona. Era il cadavere carbonizzato di Jozefa Duh, origini slovene, 72 anni il 22 maggio, conosciuta alle Quattro Strade di Lari come Giuseppina. Malata di Sla da anni, la pensionata si trovava nella cucina-tinello della casa in via Rossini dove viveva con il marito Antonio Nicolais, ex marmista , protagonista del volontariato nella Misericordia e nell’associazione paesana, di cui è stato presidente.

LE FASCIATURE

Jozefa è stata trovata immobilizzata sulla poltrona elettrica comprata dal marito per consentirle un minimo di autonomia in una posizione sicura. Le fasciature alle braccia e alle gambe erano la regola quando Nicolais doveva uscire per piccole commissioni. È successo anche ieri mattina. Doveva andare dal medico di famiglia a Perignano per alcune impegnative riservate alla moglie. La badante ieri non era al lavoro. Quando è arrivato all’ambulatorio ha atteso alcuni minuti e, dopo aver capito che la fila di pazienti non gli avrebbe permesso di fare presto, è ritornato a casa.

I SOCCORSI

Arrivato in via Rossini ha visto il fumo uscire dalla sua casa. È entrato trovando le fiamme in cucina dove aveva lasciato la moglie. L’intervento dei vigili del fuoco è servito a spegnere il rogo e a far scoprire il corpo senza vita della pensionata. Se il fumo respirato l’ha stordita prima di morire per le ustioni è un aspetto che sarà chiarito dall’autopsia.

CHI ERA LA VITTIMA

Entrambi emigranti, Jozefa aveva conosciuto Antonio in Germania. E a Magonza era nata la figlia Francesca. Prima che la malattia la bloccasse, la donna aveva lavorato in un’impresa di pulizie. E nel tempo libero era al fianco del marito per le attività al servizio del paese.

LE INDAGINI

I carabinieri di Lari e quelli della Compagnia di Pontedera, coordinati dal tenente colonnello Carmine Gesualdo, hanno partecipato ai sopralluogo e sentito il marito della vittima. Nelle stanze annerite dalle fiamme si sono intrattenuti anche i vigili del fuoco per risalire all’origine del rogo. La villetta è sotto sequestro. Non viene esclusa nessuna ipotesi, anche se l’incidente domestico - per un guasto alla poltrona elettrica o una sigaretta - è la risposta più accreditata per spiegare la tragedia.

Il sindaco Mirko Terreni esprime le condoglianze del Comune alla famiglia «per una tragedia che ha colpito la nostra comunità».



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