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La cena con gli amici, la corsa contromano in Fi-Pi-Li e lo schianto: chi era "Jajo", morto in una tragedia assurda

Jacopo Varriale, morto a 35 anni in Fi-Pi-Li dopo aver percorso 27 chilometri contromano

Il ricordo di chi lo ha conosciuto: «Un ragazzo posato». La passione per il Milan, la moglie e l’arrivo di un figlio

SANTA MARIA A MONTE (PISA). «Che cosa hai fatto, Jajo? Perché?». L’indomani dalla “notte maledetta” sono in tantissimi a cercare di razionalizzare quanto avvenuto.

Jacopo Varriale, “Jajo” per molti dei suoi amici, era un ragazzo solare, capace, «con la testa a posto». Un tipo «posato», «maturo», come lo descrivono in tanti. Giovane uomo che quella maturità l’aveva tutta concentrata nella bella famiglia che si era appena costruito sulle colline santamariammontesi: lui, sanminiatese di origine, la collina quella collina affacciata sulla Valdera l’aveva “sposata” per Alessia, la ragazza diventata sua moglie appena due anni fa. Un’unione dalla quale era nato un bellissimo bimbo che poco tempo fa ha compiuto un anno.


La dinamica dell’assurda morte, con tutti quei chilometri percorsi contromano in una superstrada buia, nella notte tra venerdì 13 e sabato 14 maggio, domina le riflessioni degli amici. «È incredibile», dice Lorenzo, montopolese che lo aveva conosciuto anni fa lavorando in una ditta di Santa Croce, dove lavoravano come metalmeccanici: «Non ha alcun senso il modo in cui se n’è andato». Onnipresente nei ricordi è poi la grandissima passione per il Milan: amore vero, di quelli che ti prendono da piccolo attorno a un pallone e che condividi più avanti sugli spalti di uno stadio o calciando la domenica con gli amici.

«Ci siamo conosciuti per lo stesso sogno e la stessa passione» scrive Filippo Raffo sul profilo social dell’amico che aveva conosciuto qualche anno fa durante un viaggio a San Siro, seguendo la squadra del cuore. «Alcune persone le incontriamo per caso – dice –. Alcune persone, anche se ci sono state vicine per poco tempo lasciano nella nostra vita un vuoto incolmabile. Abbiamo vissuto momenti indimenticabili, giorni di magia. Oggi leggo cosa è successo e non mi capacito. Non capisco».

A San Miniato, a La Catena dove ancora vive la famiglia, tanti lo ricordano come una di quelle persone che lasciava il segno, un buon ricordo di sé anche dopo anni. Anche quando sono i ricordi un po’ sgranati della scuola.

Lo schianto mortale in Fi-Pi-Li che è costato la vita a Jacopo Varriale


«Abbiamo fatto tutte le scuole insieme e da quando ero piccola ti chiamavo Jajo – ricorda la sanminiatese Azzurra Bonaccorsi – perché Jacopo era troppo complicato per una bambina dell’asilo. Eri il nostro sportivo, l’amico buono e gentile che tutti vorrebbero avere accanto».

Proprio lo sport era onnipresente nella sua vita, insieme alla famiglia. Jacopo fino ai 17 anni era stato infatti una grande promessa del nuoto, portato avanti a livelli agonistici in Italia e all’estero. Nelle vasche della piscina di Empoli aveva preparato tantissime gare, sotto i vessilli dell’Etruria Nuoto, società che fino a qualche anno fa racchiudeva gli atleti emergenti di Empoli, Certaldo e Pontedera. Un mondo che non aveva mollato nemmeno dopo la decisione di non proseguire la via del professionismo: il giro, nella categoria Master per conto dell’Asd Dimensione Nuoto, Jacopo non lo aveva mai perso.

L’ultima cena con gli amici, in un ristorante del comprensorio proprio nella sera di venerdì 13 maggio, l’aveva fatta con i compagni di “bracciata” di una vita.

«Un ragazzo determinato, mite e di grande talento che in poco tempo è diventato una colonna portante del gruppo Master – lo ricordano nella società. – La sua scomparsa ci lascia un grande dolore ed un senso di vuoto e di impotenza rispetto ad un destino, che ci appare estremamente ingiusto». L’inaugurazione della piscina all’aperto a Pontedera, proprio per quanto accaduto, è stata rimandata. «Era uno dei migliori in Europa da ragazzo – lo ricorda Marco Mori della Dimensione Nuoto –. È cresciuto in acqua, coi miei figli, fra tanti successi. In queste ore ci arrivano messaggi di cordoglio da tutta Italia. Di ragazzi come lui, ce n’erano davvero pochi». Lascia, oltre ai genitori, alla moglie e al piccolo, anche il fratello minore Thomas.


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