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Ecofor e Pasquinucci si difendono: «Estranei all’indagine sui fanghi»

La discarica dell’impianto Ecofor di Pontedera

Secondo la Dda di Roma, in discarica finiti materiali non trattati a norma. «Svolte analisi più approfondite di quelle richieste»

PONTEDERA. «Riguardo l’indagine avviata dalla Procura di Roma Ecofor Service e il Presidente Antonio Pasquinucci dichiarano la totale estraneità ad ogni attività illecita; respingono in modo netto e deciso ogni addebito che possa, anche solo in via ipotetica, ricondurre ad attività criminose o illegali». Con una lunga nota l’azienda pontederese chiarisce la sua posizione nell’indagine aperta dalla direzione distrettuale antimafia di Roma, riguardo il trasporto di oltre una tonnellata di fanghi biologici – classificati come non pericolosi e che per gli investigatori erano invece da considerare pericolosi – da un impianto di depurazione del Consorzio Asi di Ceccano nel Lazio e finiti nella discarica Ecofor.



Il pubblico ministero Alberto Galanti aveva chiesto misure cautelari per Pasquinucci, allora presidente del cda di Ecofor: divieto di dimora a Ceccano e obbligo di firma. La gip Tamara De Amicis, nella sua recente ordinanza, ha rigettato la richiesta, ritenendo “subordinato” il ruolo svolto da Pasquinucci. Non ci sono esigenze di cautela.

Ha invece confermato per la società il sequestro preventivo di 92mila euro, ritenuti illeciti profitti dallo smaltimento svolto non a norma.

Su questo e su altro Ecofor chiarisce il suo ruolo. «Da quanto è dato di capire dagli atti notificati, l’indagine origina dalle verifiche disposte degli Enti di controllo laziali a carico dei vertici del Consorzio Asi e della società A&A per i reati di inquinamento di cui all’art. 452-bis codice penale in ordine al superamento dei limiti autorizzati per lo scarico in acque superficiali dei reflui depurati. Sempre in base alle prime impressioni, l’impianto accusatorio ha un profilo preminentemente tecnico su cui la giurisprudenza da tempo si sta misurando, al fine di inquadrare correttamente il concetto di trattamento dei rifiuti e la classificazione dei medesimi: nel caso di specie per i fanghi provenienti dal processo di depurazione».

Ecofor Service Spa e Pasquinucci sono finiti nell’inchiesta perché i fanghi che, secondo la a società hanno subito il trattamento necessario per essere conferiti in discarica, per gli inquirenti avrebbero dovuto essere oggetto di ulteriori passaggi.

Le analisi, spiega Ecofor, furono fatte. «La società, nel corso della propria attività ordinaria di smaltimento, nel periodo giugno 2019 - gennaio 2021 ha ricevuto quantitativi minimali di fanghi generati dal depuratore A&A. Per tale rifiuto la società ha svolto le analisi e i controlli previsti dai propri protocolli interni, ben più stringenti rispetto alla normativa e alle procedure di autorizzazione. La circostanza in esame si riferisce al conferimento di una percentuale inferiore a un millesimo dei quantitativi complessivamente autorizzati per l’impianto di Pontedera. Vale la pena rilevare peraltro come, proprio sulla base dei controlli surriferiti, la Ecofor Service spa ha chiuso i flussi in ingresso nei confronti del produttore, in totale autonomia e in largo anticipo rispetto all’avvio dell’indagine». La società e Pasquinucci nelle carte finora conosciute dell’inchiesta compaiono poco, menzionati da altri e mai in maniera diretta con intercettazioni o prove documentali. «Nel fascicolo notificato nella giornata di ieri, non ci sono intercettazioni, documenti o circostanze che riconducano a comportamenti e condotte illecite da parte della società, dei suoi collaboratori e tantomeno del presidente Antonio Pasquinucci. Su oltre 130 pagine di provvedimento, la società Ecofor Service Spa è citata unicamente per le disposizioni del provvedimento e la documentazione contabile prodotta. L’importo sottoposto a sequestro, cui pure la società si opporrà nei termini di legge, per circa 90mila euro (su un fatturato annuale medio di oltre 25 milioni), conferma il profilo residuale del presunto coinvolgimento».

«La società Ecofor Service Spa, gli organi apicali e i suoi collaboratori, hanno dato massima disponibilità per lo svolgimento dell’attività ispettiva e per il recupero della documentazione».

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