Rifiuti, bollette più care del 4% stime di Retiambiente confermate

La presentazione dei nuovi mezzi per la raccolta porta a porta e lo spazzamento

Il sindaco Franconi ammette gli aumenti durante la presentazione dei nuovi mezzi di Geofor

PONTEDERA. Bolletta dei rifiuti più cara su tutti i comuni del bacino RetiAmbiente, Pontedera compresa. Ma anche investimenti sul parco macchine per oltre 6, 2 milioni di euro.

Sono queste alcune delle novità che accompagneranno la città nel delicato e definitivo passaggio alla tariffazione puntuale. Ad annunciare i rincari del 4 per cento in media alcuni giorni fa fu Retiambiente, gestore unico del ciclo integrato dei rifiuti nel perimetro dell’Ambito territoriale ottimale (Ato) Toscana Costa e partecipato da 100 Comuni delle province di Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara. A confermare l’aumento della tariffa anche per Pontedera adesso è anche il sindaco Matteo Franconi, intervenuto insieme all’assessore all’ambiente Mattia Belli alla presentazione dei nuovi mezzi in forze a Geofor.


La sostituzione del parco macchine, con la progressiva cessione dei vecchi mezzi di proprietà e la stipula di una convenzione per il noleggio delle future attrezzature alla Vrent Spa, fa parte di un lungo piano di limitazione dei costi attuato dopo la certificazione dei bilanci in rosso nel 2020, quando l’assemblea dei sindaci serviti dall’azienda dovette constatare un passivo di quasi 2, 7 milioni di euro. Una perdita dovuta al Covid, ma anche all’aumento del costo del lavoro, determinato dal nuovo contratto nazionale del settore. E cresciuto anche per via delle numerose assunzioni dirette disposte da Geofor per i lavoratori delle aziende che operavano in appalto.

L’obbiettivo era allora non aumentare i costi che, per legge, vengono sostenuti dalle bollette della tassa sui rifiuti pagate dai cittadini. E il rinnovo dei mezzi nel complesso è stato un elemento importante per non far lievitare il rosso di bilancio in maniera ulteriore. «Un modo, per noi, di garantire un servizio sempre migliore e all’altezza di un territorio in cui si trovano anche numerosi centri storici che vanno salvaguardati. E, al tempo stesso, guardando a una sempre maggiore sostenibilità – ha commentato Daniele Fortini, presidente di Retiambiente –. Per questo la sostituzione dei mezzi garantisce un parco macchine che guarda alla sicurezza dei lavoratori, all’efficienza del servizio e del lavoro e alla sostenibilità ambientale».

Non un acquisto quindi, quello dei nuovi mezzi per porta a porta e spazzamento, ma un servizio di noleggio dato in appalto, con una sorta di convenzione stipulata a seguito di regolare bando di gara con la VRent Spa per l’affidamento della gestione della flotta aziendale dei mezzi adibiti alla raccolta rifiuti e dei centri di assistenza e lavaggio mezzi. Rinnovamento che solo fra 2022 e 2023 riguarderà qualcosa come 70 mezzi attualmente in uso alla rete, che saranno progressivamente sostituiti con macchine più efficienti, molte delle quali peraltro “made in Pontedera”, a marchio Piaggio.

«Un progetto pensato un anno e mezzo fa con l’ultimo consiglio di amministrazione della precedente gestione – ha spiegato Paolo Vannozzi, dirigente di Geofor –. Così riusciremo ad ammodernare la flotta, che vogliamo mantenere sull’età media di 6 anni e a integrarla sempre più con mezzi a basso impatto ambientale».

A prevalere, con il tempo, saranno quindi i mezzi elettrici. «Novità importanti che vanno nella direzione giusta – dicono Belli e Franconi. – E su cui, come sempre, l’amministrazione comunale di Pontedera attuerà la sua opera di monitoraggio al fine di garantire un servizio sempre più efficiente in tutto il comune».

Intanto, come scritto dal giornale Il Tirreno una settimana fa, l’impianto per il trattamento dell'organico e la produzione di biogas e compost sarà pronto entro l’anno. Ad annunciarlo proprio Fortini, che guarda a un futuro in cui anche il servizio di spazzamento e porta a porta sarà parte di un’economia circolare. «L’obbiettivo è arrivare alla creazione di una pompa di rifornimento di biometano per i mezzi che utilizziamo. Gas che sarà prodotto sempre dal nostro impianto».

© RIPRODUZIONE RISERVATA