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Piscina intercomunale chiusa per sciopero: i lavoratori scendono di nuovo in piazza

La prima protesta in via del Papa a Empoli nel marzo scorso

Gli addetti della struttura di Santa Croce-Fucecchio al presidio contro la privatizzazione dell’impianto di Empoli

SANTA CROCE. I quindici lavoratori della piscina comunale di Empoli di nuovo in piazza per protesta – coordinati dalla Cgil – per dire no alla privatizzazione dell’impianto di viale delle Olimpiadi.

Saranno oggi dalle 10 sotto il Comune in via del Papa: insieme a loro i colleghi (una quarantina in tutto) delle altre piscine in mano oggi ad Aquatempra – l’intercomunale di Fucecchio-Santa Croce, la “Fiammetta” di Certaldo e la struttura estiva di San Gimignano – la società pubblica partecipata dai Comuni destinata a sparire con la fine dell’anno, per essere sostituita da un soggetto privato che si prenda gli onori e gli oneri (a quanto pare è richiesto un investimento di 10 milioni di euro, tanto per dire) delle vasche nella zona di Serravalle.


«Dopo la chiusura della piscina comunale di Empoli del 7 marzo – scrive la Flc Cgil – tante parole si sono spese a tutela del servizio e dei circa 40 lavoratori, ma ad oggi sul tavolo c’è solo la data dell’apertura estiva (il primo giugno) senza certezze per ciò che accadrà dopo che il servizio avrà supportato la cittadinanza, come ogni anno, per superare la calura della stagione estiva».

«In realtà una certezza ce l’abbiamo – aggiunge il sindacato – l’amministrazione comunale di Empoli ha fatto capire pubblicamente quale è la sua intenzione per la gestione dell’impianto e cioè la privatizzazione, come da mozione approvata in consiglio comunale, nonostante sia noto che questa strada non favorisca né il servizio né la tutela dei lavoratori, e quindi sentiamo la necessità di scendere nuovamente in piazza». Insieme ai dipendenti di Aquatempra e ai sindacalisti, ci saranno anche i frequentatori della piscina che da due mesi devono fare a meno delle nuotate, e poi gli esponenti politici cittadini contrari alla privatizzazione. Ovvero il Movimento 5 Stelle (con la vicepresidente consiliare Anna Baldi) e Buongiorno Empoli-Fabrica comune (con i consiglieri Beatrice Cioni e Leonardo Masi), gli unici gruppi che hanno votato contro alla mozione presentata in consiglio comunale da Fratelli d’Italia e approvata con il placet del resto del centrodestra (per esempio la Lega) e, dato politico assai rilevante, della maggioranza formata da Partito democratico e Questa è Empoli, che per metterci il cappello ha presentato un emendamento di modifica dagli aspetti più tecnici che sostanziali.

Insomma la vicenda continua a tenere banco in città ed è destinata a trascinarsi ancora a lungo.

La protesta di oggi – con contestuale sciopero dei lavoratori e dunque chiusura di tutte le piscine ancora aperte nel circondario – segue due manifestazioni già organizzate a Empoli. Il presidio del 7 marzo nel primo giorno di chiusura dell’impianto di viale delle Olimpiadi colpito dal caro bollette, e nelle settimane successive una manifestazione in piazza della Vittoria dove lavoratori e utenti hanno dato vita a un colorato flash mob, simulando una nuotata collettiva (con occhialini e cuffie) nel salotto buono empolese.

E la mobilitazione proseguirà nei giorni e mesi a venire: sono probabili altri scioperi “tattici”, nel gergo sindacale, quando la piscina riaprirà nei mesi estivi, fin dal primo giugno.

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