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Pontedera calcio, Giovannini allo scoperto: «Me ne vado, la mia avventura finisce qui. Vi spiego perché lascio...»

Paolo Giovannini: lascia il Pontedera dopo dieci anni da direttore generale (Foto di Franco Silvi)

Il direttore generale dice addio dopo dieci anni: «Per me potrebbe venire anche uno sceicco o Berlusconi, non è che io debba dare motivazioni se ho deciso di chiudere un rapporto»

PONTEDERA. Gli addii non si consumano sempre all’unisono. Quasi mai, anzi, nelle questioni di cuore; e come stiamo per vedere, anche quelli professionali hanno le loro sfasature. Così si può sentire Paolo Giovannini, da dieci anni direttore generale del Pontedera, dichiarare nella mattina di lunedì 2 maggio a Il Tirreno di aver «chiesto espressamente ai vecchi soci mi fosse consentita la risoluzione consensuale del contratto». Proprio mentre la nuova società, che si stava presentando ufficialmente alla città, parlava di «volontà di continuare con l’attuale dg».

Dunque? C’è poco da fare: i legami non finiscono quando si trova un accordo. Quello, certo, vale sul piano legale e contrattualistico. Sancisce il già accaduto. Ma quando una delle parti si tira indietro poco importa di firme e adempimenti legali. Quelli verranno. «Per quel che mi riguarda, dopo dieci anni, il mio percorso al Pontedera è finito. L’ho detto al sindaco questa mattina (lunedì 2 maggio per chi legge, ndr) e l’ho detto ai vecchi soci. Non vedo perché tardi ad arrivare la notizia della risoluzione». Parola di Paolo Giovannini. Il viaggio finisce qui.


Sono stati giorni di tira e molla per il dg che in un decennio è riuscito in tante occasioni a garantire salvezze senza troppi patemi ai granata. “Resta”, “va via”, “stanno trattando”. L’impressione era che con l’arrivo di Piero Ducci, uomo di fiducia della nuova società, Giovannini non avrebbe accettato quello che sembrava a tutti un commissariamento. E però, almeno in pubblico, si tentennava. Nell’attesa di un improbabile ricucitura nei minuti di recupero.

«Ho parlato con chi di dovere e non ho motivi di parlare con i nuovi soci. Per me potrebbe venire anche uno sceicco o Berlusconi, non è che io debba dare motivazioni se ho deciso di chiudere un rapporto. Il cambiamento non dipende dalla mia persona, è l’assetto societario che cambia. Il mio contratto sarebbe stato in vigore fino al 2024 ed è arrivato il momento di chiudere», spiega Giovannini. Che forse ha sentito qualche sassolino incastrasi tra il piede e la suola in questi giorni di non detti. E ora preferisce toglierlo.

«Io credo che, nel rispetto mio, come mi avevano detto i vecchi soci, mi deve essere consentito di liberarmi», ci tiene a chiarire Giovannini. Come a dire: il cuore ha deciso che è finita, ora rispettiamo i patti. Consensualità. «L’unico contatto avuto con i nuovi soci è stato per il passaggio delle consegne. Se vorranno sapere cosa stavo portando avanti come vendite e le situazioni dei contratti ho dato disponibilità per il mese di maggio a rimanere».

Giovannini rivendica lealtà. «Quando ho saputo di questi possibili sviluppi societari e lì mi sono fermato dal fare rinnovi di contratto, magari con giocatori che magari avrebbero firmato per la mia speranza o sperando in un futuro al mio fianco». Nella speranza, dei tifosi granata, che l’ormai ex dg non si porti via qualcuno. I regali si restituiscono: può capitare, quando le storie finiscono. Il futuro è Arezzo? «Ho ricevuto offerte da diverse società. Non ho ancora firmato nulla. Vedremo», conclude.


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