Passerella crollata, al via la rimozione dei resti dopo un anno

I resti della passerella che saranno rimossi in questi giorni

La sindaca di Santa Maria a Monte annuncia l'inizio dei lavori per sgombrare l'area in una vicenda in cui ritiene che il Comune sia "parte lesa"

SANTA MARIA A MONTE. «A Ponticelli ci siamo illusi di avere un ponte e abbiamo perso anche il parcheggio». Commentavano così alcuni giorni fa i consiglieri dell’opposizione di centrosinistra in merito al “mostro di Ponticelli”, i resti della passerella crollata che da mesi stazionano nel piazzale accanto al ponte occupando uno dei pochi posteggi dell’area.

Ebbene l’annuncio tanto atteso è arrivato. Avverrà in questi giorni, infatti, la rimozione dei resti del manufatto, franato la sera del 16 febbraio 2021. Ad annunciarlo il Comune, ricordando anche i risultati delle perizie tecniche, già rese note in un’assemblea pubblica lo scorso 1° dicembre. «La rimozione è possibile grazie ai procedimenti richiesti dal Comune – scrive la sindaca Ilaria Parrella –. Si ricorda che dopo che è stata depositata la relazione finale del Consulente tecnico d’ufficio incaricato per l’accertamento delle responsabilità, come richiesto dal Comune, l’amministrazione ha provveduto ad effettuare la risoluzione del contratto d’appalto con le ditte. Il Comune aveva presentato al Tribunale di Pisa il ricorso per Accertamento tecnico preventivo nei confronti delle ditte e dei tecnici incaricati della costruzione. Il ricorso fu promosso anche per le ragioni di eccezionale urgenza dipendenti dalla necessità di rimuovere, quanto prima, dall’alveo del Collettore le due parti della struttura».


Accertamenti che hanno fatto emergere responsabilità chiare e un punto debole fondamentale della passerella: le saldature. «Il Comune è parte lesa – continua la prima cittadina –. La richiesta di Atp è stata fondamentale per rimuovere l’ostacolo, garantire la pubblica incolumità e procedere all’accertamento delle responsabilità. L’esito della relazione del Ctu, per quanto riguarda le cause del collasso, ha evidenziato che “alle risultanze delle prove di laboratorio effettuate e delle verifiche di calcolo della saldatura si può indicare nella evidente cattiva realizzazione della saldatura che collegava il tubolare inferiore del concio 2 alla piastra di collegamento tra concio 3 e 2 la causa del collasso della struttura”. Le operazioni necessarie per poter procedere alla rimozione e la risoluzione del contratto fanno parte della seconda fase finalizzata a definire il percorso per la realizzazione dell’opera che consentirà al Comune, grazie al risultato dell’Atp, di recuperare parte dei lavori eseguiti e definire i costi avuti dall’amministrazione e poter rimettere i danni subiti per il recupero delle somme».