Ritrova la borsa che le avevano rubata con dentro il biglietto scrittole dalla madre morta

Erina Mariotti con la figlia Elisa Leoni e la borsa col biglietto ritrovato ed

La storia di Elisa Leoni di San Miniato che tra appelli, social è stata premiata dal potere di una comunità: "Vorrei incontrare chi mi ha aiutato in questo lieto fine"

SAN MINIATO. In quella borsa c’erano soldi, documenti e averi vari. Ma – soprattutto – un biglietto scrittole dall’amata madre, venuta a mancare lo scorso anno a causa di una grave malattia.

Una borsa rubata, dopo aver sfondato il vetro dell’auto: Elisa Leoni, la vittima del furto, già pronosticava che non l’avrebbe mai più rivista, né la borsa né – in particolar modo – quel biglietto.


E invece, dopo un appello molto condiviso su Facebook e la disponibilità disinteressata di tantissima gente di San Miniato (e non solo), Elisa è tornata in possesso di tutto, a parte 130 euro in contanti che sono spariti per sempre.

Una storia di dolore che invece si è trasformata in una dimostrazione di altruismo.

Ma cosa è successo nel dettaglio?

A raccontarlo è proprio Elisa, titolare – insieme alla sorella Valentina e al padre Ivano – della cartolibreria Lema a La Catena, un vero e proprio punto di riferimento della zona: «Mi trovavo a Cusignano (una località di San Miniato, nda) e avevo lasciato la borsa in macchina, trovandomi a poca distanza. Ad un certo punto ho visto un’auto avvicinarsi, due persone uscire e rompere il vetro per rubarmi la borsa; quando ho capito cosa stava accadendo, per paura ho deciso di nascondermi. Mi hanno preso la borsa e sono scappati, ho provato a seguirli per ritrovarla ma non ce l’ho fatta. E, dopo un momento di comprensibile panico, ho pensato che pubblicare un appello su Facebook fosse la cosa migliore».

E così è stato, perché dopo una settimana (cioè sabato scorso) una donna ha scritto alla sorella di Elisa dicendole che un cacciatore aveva trovato la borsa abbandonata in un campo di olivi; a quel punto Elisa, col marito e il figlio, è andata sul posto e a Corniano (altra località sanminiatese) l’ha ritrovata in condizioni pressoché ottime.

C’era tutto, anche quel biglietto a cui è affezionatissima: «Era un bigliettino in cui mia madre Erina mi aveva scritto semplicemente “Ti voglio bene”. Lo tenevo gelosamente con me e a ripensarci ora mi commuovo, perché è un ricordo di lei e del nostro rapporto e perderlo sarebbe stato un colpo al cuore».

Erina Mariotti era – insieme al marito e alle figlie – l’anima della Lema: è morta nel maggio scorso e nel suo nome i familiari hanno fondato l’Associazione Erina, che si impegna per raccogliere fondi allo scopo di devolverli alla ricerca contro il tumore ovarico; già in occasione della presentazione dell’associazione, grazie a una cena molto partecipata erano stati raccolti 5.250 euro, consegnati al professor Tommaso Simoncini, direttore dell’Unità operativa di Ostetricia e Ginecologia 1 di Cisanello.

Con quei soldi, è partito uno studio – affidato alla ricercatrice Marta Caretto – che andrà ad analizzare il comportamento delle cellule sane nel tumore ovarico, nella speranza di prevedere l’evoluzione del tumore per quanto riguarda aggressività, tendenza a formare metastasi e decorso.

«Chi ci ha aiutato – conclude Elisa – ci ha fatto un regalo. Per questo vorrei che chi a vario titolo ci ha dato una mano passasse dalla Lema, perché vorrei ringraziarlo. Si sente sempre parlare di storie brutte, ma stavolta il senso di comunità ha prevalso».