Il ponte sull’Arno chiuderà al traffico: «Ci sono lesioni». Intervento non rinviabile

CASTELFRANCO. Una data precisa ancora non c’è, ma nel giro di un mese o poco più il ponte di Castelfranco sarà completamente chiuso al transito per alcuni giorni. Lo prevedono i lavori avviati lunedì mattina, dalla Provincia di Pisa, per mettere in sicurezza le “spalle” del ponte, vale a dire le due strutture in mattoni su cui poggia l’inizio e la fine del viadotto che unisce le sponde dell’Arno, una sul lato di Castelfranco e l’altra su quello di San Romano, nel territorio di Montopoli.

Un intervento da 169mila euro inserito in un piano di manutenzioni straordinarie di tutti i ponti su cui transitano strade provinciali, tra cui appunto anche la provinciale 6 tra Castelfranco e Ponte a Egola di cui il ponte fa parte. A differenza di altre parti della struttura, infatti, (ricostruita all’indomani della guerra e poi ammodernata nel 1995) le spalle costruite sugli argini sono ancore le stesse del progetto originario, quelle su cui nel 1889 l’ingegnere Adolfo Cerri appoggiò il primissimo attraversamento in ferro voluto dal Comune di Castelfranco per collegarsi alla stazione di San Romano.


Da allora le due spalle hanno svolto egregiamente il proprio compito, ma ormai mostrano evidenti tutti i segni del tempo, come rilevato dallo studio commissionato dalla Provincia all’inizio del 2021, in cui si parlava di «lesioni severe», con schianti nella muratura anche di 3 o 4 centimetri, tanto da «lasciar supporre un movimento di “separazione” in atto». Da qui la necessità di intervenire e di farlo con urgenza. In primo luogo con la costruzione, su entrambi i lati, di nuove fondamenta alla base delle due spalle, con la realizzazione di un cordolo in cemento armato ancorato a micropali con armatura in tubi d’acciaio. Inoltre, per consentire alle due strutture di assorbire meglio le sollecitazioni dovute ai veicoli soprastanti, il progetto prevede la realizzazione al loro interno di un sistema di tiranti in calcestruzzo armato.

Lavori che per gran parte saranno condotti senza interferire con la viabilità. Solo in un secondo momento, invece, sarà necessario chiudere il ponte per consentire la sostituzione (in questo solo sul lato di Castelfranco) degli appoggi montati nel 1995 tra la spalla e le travi del ponte. Per farlo sarà necessario addirittura sollevare il ponte stesso, attraverso un sistema di martinetti idraulici che alzerà l’impalcato di alcuni millimetri, consentendo alla ditta incaricata di sostituire gli agganci. Sarà quindi un sollevamento impercettibile, che non comporterà l’interruzione dei sottoservizi agganciati al ponte, ma che ovviamente richiederà l’interruzione del traffico, con inevitabili disagi per i tanti pendolari e automobilisti che quotidianamente fanno la spola fra le due sponde dell’Arno, soprattutto nelle ore di punta.

Una mole di traffico che per qualche giorno andrà a “intasare” i ponti vicini, a cominciare dalla Bretella del Cuoio, senza dimenticare quelli di Ponticelli e Santa Croce. «Il cantiere montato lunedì mattina – spiega il sindaco di Castelfranco Gabriele Toti – è servito per adesso solo per eseguire alcuni interventi propedeutici. I lavori veri e propri partiranno invece tra 10, 15 giorni, anche se inizialmente non interferiranno con la viabilità. La chiusura del ponte è prevista invece tra circa un mese, anche se per adesso la Provincia non è grado di fornire una data precisa né un’indicazione sulla durata. Ma i tecnici mi hanno garantito che nei prossimi giorni comunicheranno tutti i dettagli su come intendono procedere con questo intervento».

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