Il Tirreno, Pontedera e la provincia pisana: la nuova edizione si avvicina al territorio

L'abitato di Pontedera

Da mercoledì 26 il nostro giornale “torna all’antico”: più spazio ai fatti, alle storie e ai protagonisti della comunità locale 

Quando un giovane aspirante cronista si presenta dentro una redazione in cerca di una opportunità tra le tante domande che gli vengono fatte prima di capire se dargli una chance c’è quella, scontata, sulla sua provenienza: dove vivi? che posti frequenti? Perché è lì, “intorno” alla sua quotidianità, che comincia a fare il giornalista. Ascolta, osserva, valuta, verifica. E se la stoffa c’è è da lì che porterà la sua prima notizia perché il suo stare dentro una comunità, con la curiosità, la voglia e la capacità di raccontarla, ne fa un giornalista.

La cosa non cambia con il tempo, con l’esperienza. Semmai si allarga la comunità alla quale, chi fa il giornalista, si riferisce: una città, una provincia, il mondo intero. Ma pur sempre comunità di individui protagonisti di fatti, di storie che finiscono sul giornale, diventano notizie. La vicinanza a questa comunità, la possibilità di renderla visibile, in un certo senso più viva, aiuta a farla crescere e fa, del buon giornalismo, un ingrediente insostituibile di quel mondo, piccolo o grande, che racconta. Questo vuole fare il Tirreno: diventare un ingrediente della comunità della provincia di Pisa, in tutte le sue diverse declinazioni. E per farlo meglio da mercoledì 26 sarà in edicola con una edizione interamente dedicata a Pontedera, alla Valdera, all’Alta Valdera, al Lungomonte, alla zona del Cuoio, a Volterra e alla Valdicecina, senza privare il lettore dei fatti e delle notizie principali del capoluogo, Pisa, e delle pagine di sport locale che coinvolgono giovani e meno giovani del nostro territorio.

In questi anni, anche con l’edizione unica dedicata alla provincia di Pisa, l’impegno dei cronisti del Tirreno, dei collaboratori, dei fotografi non è mai venuto meno perché storie e personaggi del territorio prendessero posto sulle nostre pagine. Adesso abbiamo la possibilità di crescere ancora un po’ insieme, in un percorso di dialogo e confronto con le forze politiche, economiche e sociali, di ascolto e vicinanza verso i cittadini, soprattutto coloro che appartengono alle categorie più fragili dando spazio ai temi che stanno a cuore alla comunità, ai personaggi che la animano, alle eccellenze anche economiche che la caratterizzano, agli eventi e alle bellezze che richiamano ogni anno. In una parola alle storie. Perché, per dirla con uno dei giornalisti italiani più apprezzati nel mondo, Tiziano Terzani, “la storia esiste solo se qualcuno la racconta”. E noi vogliamo raccontarla, insieme a tutti i nostri lettori.

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