Contenuto riservato agli abbonati

Casa della comunità a Pontedera, visite specialistiche dei medici di base e maggiori servizi

La Casa della salute di via Fleming a Pontedera che sarà oggetto di ampliamento (foto franco silvi)

Verso la presentazione del nuovo centro di via Fleming. Previsto l’aumento degli spazi per ambulatori e uffici

PONTEDERA. Si chiama “medicina vocazionale” ed è uno dei concetti chiave insieme alle parole “ampliamento” in riferimento agli spazi e “aumento”, termine legato ai servizi. Ingredienti di un progetto di cui si parla da tempo e che promette di creare un ulteriore filtro tra l’ingresso in ospedale e i cittadini, diminuendo le liste di attesa e ampliando la possibilità di usufruire di cure mediche. Tutto questo sarà racchiuso nella cosiddetta Casa della comunità che prenderà il posto della Casa della salute, così come dettato dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) con cui il governo di Mario Draghi ha intenzione di spendere gli ingenti finanziamenti in arrivo dall’Europa per il post pandemia.

Ed è questo un altro tema centrale dell’operazione, come spiega la direttrice della Società della salute Alta Valdicecina Valdera, Patrizia Salvadori: «Malgrado l’emergenza sanitaria che, nelle ultime settimane è tornata a condizionare la vita dei cittadini e delle istituzioni, stiamo lavorando per programmare i progetti per il futuro».


A Pontedera, quindi, l’edificio di via Fleming, aperto nel 2015 e in cui lavorano 20 dottori di medicina generale, subirà una profonda trasformazione. Questa struttura fa parte di un lotto di Case della salute della provincia (Pisa, Marina di Pisa, Vecchiano, San Giuliano Terme, Cascina, Crespina Lorenzana, Bientina, Volterra, Pomarance e San Miniato) che, complessivamente, riceveranno da Roma 11,5 milioni di euro per realizzare la trasformazione. Per quello di via Fleming la presentazione dei cambiamenti sarà fatta a breve, così come entro poco tempo si dovrebbe partire con i lavori perché «l’attuazione del Pnrr per le Case della comunità – aggiunge Salvadori – prevede un’attuazione rapida». Più spazi, più servizi, stessi orari di lavoro per i medici impiegati nel centro presente a Pontedera, vicino all’ospedale Lotti. Almeno queste sono le intenzioni messe nero su bianco nel progetto firmato da Antonella Tomei, direttrice del dipartimento per la sanità territoriale, Alessandro Dini, direttore del dipartimento di medicina generale, la stessa Patrizia Salvadori e Cecilia Del Papa, coordinatrice delle aggregazioni funzionali territoriali (Aft) di Pontedera.

I lavori sono in corso per definire i dettagli del progetto. Ma c’è un termine che affascina e che v spiegato, medicina vocazionale. Sembra una definizione da centro benessere, ma in realtà si tratta di medici che forniranno prestazioni specialistiche in base alla loro vocazione, appunto, o alle competenze maturate durante gli studi e la professione. «Ci sarà il dottore di medicina di base che effettuerà ecografie – sottolinea la direttrice della Società della salute – quello che leggerà i risultati degli elettrocardiogrammi oppure il diabetologo. Come già avviene alla Casa della salute di La Rosa a Terricciola ormai da tempo, con i dottori che, oltre alle visite di medicina generale, forniscono anche varie prestazioni specialistiche in base a quelle che sono le loro vocazioni mediche. Ma questi sono solo alcuni esempi di una struttura che punterà a ridurre nettamente le liste di attesa per le visite o gli esami diagnostici in ospedale e, più in generale, nel sistema sanitario».

© RIPRODUZIONE RISERVATA