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Vincono la battaglia legale con la scuola, col risarcimento donano il gazebo all’istituto

Il gazebo installato nel giardino della scuola di Bientina

Il gruppo di genitori di Bientina si era ribellato all’imposizione del tempo corto: hanno ricevuto 4mila euro dal ministero 

Quel gazebo è il simbolo di una vittoria di un gruppo di famiglie. Genitori di studenti di una scuola che, per loro, stava perpetrando un abuso.

Nel dettaglio la decisione del consiglio d’istituto del comprensivo Iqbal Masih di Bientina di imporre il tempo corto agli alunni della scuola media Fermi. Una scelta con polemiche, proteste, scambi di accuse tra i genitori e la dirigente scolastica sfociata anche in una guerra legale.


Con la preside accusata di avere comportamenti da “tiranno” e la conseguente querela della dirigente ai genitori, finita in un sostanziale nulla di fatto.

A distanza di quasi quattro anni da quella delibera del 28 giugno 2018, quel gazebo montato proprio all’esterno della scuola è, per i genitori ricorrenti, molti dei quali ora hanno figli che neanche frequentano più quell’istituto, il simbolo concreto di una vittoria.

Il Tar, infatti, ha dato ragione a chi aveva scelto la settimana lunga ritrovandosi obbligato, invece, a imporre ai figli un orario di 30 ore settimanali dal lunedì al venerdì, con orario dalle 8 alle 14. Compresi i cicli in corso. Più o meno dieci mesi fa, poi, è stato quantificato anche la cifra che il ministero dell’Istruzione, dopo il ricorso finto al tribunale amministrativo regionale della Toscana, doveva riconoscere alle 20 famiglie come pagamento delle spese legali.

Una cifra di circa 4mila euro, liquidata poco dopo e usata per costruire una struttura richiesta proprio dalla stessa scuola. «Fin dall’inizio della nostra battaglia avevamo chiaro quale fosse l’obiettivo: garantire un percorso di studio migliore possibile per i nostri figli, ma senza voler danneggiare la scuola – raccontano ora i genitori ricorrenti – . Il risarcimento è stata una conseguenza obbligata di quel percorso. Con la liquidazione delle spese del giudizio queste ce le ha dovute riconoscere la scuola. Proprio perché abbiamo fatto ricorso nell’interesse dei bambini, e considerato che i nostri figli hanno avuto la possibilità di fare scuola il sabato, questa cifra era giusto riconsegnarla alla scuola».

Da qui la richiesta all’istituto scolastico e una risposta arrivata in tempi brevissimi. Anche perché il Covid ha creato, come nel resto d’Italia, non pochi problemi anche in quel di Bientina. Con la necessità di adeguati spazi esterni dopo poter svolgere attività didattiche. Da qui l’idea del gazebo, montato proprio in questi giorni.

«Abbiamo utilizzato 3.500 euro ottenuti dalle 20 famiglie alla fine di questo procedimento proprio per finanziare l’acquisto e il montaggio del gazebo – raccontano ancora i genitori -. La parte restante, circa 500 euro, sono state donate all’associazione autismo di Pisa».

Una grande soddisfazione per queste famiglie che hanno saputo trasformare una battaglia legale in un dono utile e in grado di aiutare altri bambini, in particolare in un momento così difficile. «Siamo ancora tutti in contatto, anche grazie a una chat whatsapp e abbiamo davvero esultato quando abbiamo condiviso le foto del gazebo – concludono i genitori – . Una soddisfazione per una vicenda che, nonostante siano passati quasi tre anni e mezzo dal suo inizio, si è conclusa nel migliore dei modi».

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