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Il testamento della suocera alla nuora, il ripensamento e la querela dei figli: storia di un duello in famiglia

Il duello in famiglia è stato scatenato da un testamento

«Per me era come una figlia, per questo le volevo lasciare tutto quello che possiedo», ha confidato l'anziana a chi le chiedeva conto di un testamento a favore della nuora

CASTELFRANCO DI SOTTO. Un lutto anticipa lo scontro, ma non è la causa principale.  È l’inizio di un duello che non trova piani di accordo e si trasferisce in Tribunale quello che vede una vedova accusata di circonvenzione di incapace dopo la denuncia dei due cognati.

Il sostituto procuratore Giancarlo Dominijanni ha chiesto il rinvio a giudizio della donna sposata con il fratello degli autori della denuncia.


Il rapporto con la suocera era idilliaco, tanto per smentire il luogo comune. Andavano talmente d’accordo e in piena sintonia che l’anziana aveva affidato a un pezzo di carta le sue volontà testamentarie. Soldi e un immobile dovevano andare alla nuora.

Una scelta che, all’insaputa della pensionata, alla fine non poteva neanche essere definita in quel modo perché ai figli sarebbe comunque spettata una quota di legittima dell’eredità. Ma tant’è. Il suo desiderio era quello di riconoscere alla moglie di uno dei suoi tre figli un piccolo patrimonio.

Un segnale concreto a testimonianza di un affetto ritenuto sincero. Il destino ha imposto un altro svolgimento della storia. Il figlio dell’anziana muore e la vedova dopo qualche tempo lascia la casa e se ne va per rifarsi una vita. Non ci sono figli a tenere uniti i legami tra la famiglia di origine del marito e la vedova.

La mamma allora, consapevole della fine di un rapporto con la nuora, avverte gli altri due figli: «Prendete il testamento nel mobile in casa e distruggetelo». I figli eseguono l’ordine e lo stupore per l’esistenza del documento scritto di suo pugno dalla mamma diventa rabbia quando leggono il contenuto.

Ritengono che la cognata si sia approfittata delle condizioni precarie dell’anziana per indirizzarla a compiere un gesto a suo favore e a danno dei fratelli del marito. Di qui la querela per circonvenzione di incapace che sarà discussa davanti al gup.

La pensionata è stata sentita e visitata durante le indagini. Sarebbe apparsa vigile e orientata, anche se con una memoria labile. «Per me era come una figlia, per questo le volevo lasciare tutto quello che possiedo» ha confidato a chi le chiedeva conto di un testamento a favore della nuora.

La morte del figlio e l’addio della moglie hanno modificato le aspettative dell’anziana. Le sue volontà, una volta apprese dagli altri figli, sono diventate il tema di una richiesta di processo per circonvenzione di incapace.

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