Contenuto riservato agli abbonati

Scandalo concerie, la maxi inchiesta verso la chiusura: l'ultimo sequestro e le analisi che mancano

E intanto Lerose, uno dei protagonisti dello smaltimento dei rifiuti delle concerie, subisce un sequestro milionario

SANTA CROCE. Nell’attesa delle ultime consulenze sui terreni che hanno ricevuto i riempimenti contestati per definire con l’avviso di chiusura delle indagini l’inchiesta sul Keu nella sua fase preliminare, ieri mattina il Tribunale di Firenze ha proceduto il sequestro, finalizzato alla confisca, di beni mobili e immobili per circa cinque milioni di euro a carico di Francesco Lerose, 59 anni, crotonese domiciliato a Pergine Valdarno (Arezzo). È il titolare di varie società, una delle quali si occupava di demolizioni inerti in viale America a Pontedera.

L’indagine del 2021


È dall’aprile 2021 che l’impianto è chiuso nell’inchiesta con 19 indagati tra imprenditori, tecnici e politici e funzionari pubblici alcuni dei quali accusati di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e allo smaltimento abusivo dei rifiuti.

Le cosche in toscana

Lerose è un imprenditore che per la sua attività di riempimento terra e gestione inerti è indagato anche in un’inchiesta parallela nella quale lo accusano di essere un uomo al servizio della ’ndrangheta che fa capo alla famiglia Grande Aracri di Cutro (Crotone).

All’origine del sequestro la ci sarebbe l’accumulo di ingenti risorse con attività illecite, anche quelle legate allo smaltimento del Keu, le ceneri dei rifiuti conciari trattati dai depuratori.

Profitti e illeciti

Le indagini sono state eseguite dai carabinieri del Noe, della forestale e del Ros. «Il provvedimento eseguito va ad assicurare che il patrimonio che sarebbe stato illecitamente accumulato non venga disperso ed è frutto della strategia di contrasto dei reati improntato sull’approccio del “follow the money”, inseguire l’ingiusto profitto delle attività illecite, ed è finalizzato a garantire la sottrazione dei patrimoni provento di reato, oltre ad assicurare strumenti per rimediare in via equivalente ai danni causati all’ambiente e ai terzi –. Direzione investigativa, Noe e carabinieri forestali di Firenze, in particolare, hanno proceduto anche con accertamenti patrimoniali sul conto dell’imprenditore, scaturiti dal sospetto dei suoi legami con la ’ndrangheta, mediante l’analisi dei beni personali, delle società e dei conti bancari a lui riconducibili».

L’inchiesta

Deflagrata il 15 aprile 2021 con arresti e sequestri, l’inchiesta sullo smaltimento del Keu dal depuratore del consorzio Aquarno per conto dell’Associazione Conciatori è prossima alla conclusione.

Il sostituto procuratore della Dda della Procura di Firenze, Giulio Monferini attende le ultime analisi sui terreni in mezza Toscana. a rischio contaminazione dopo i riempimenti a base di Keu, per procedere all’avviso di chiusura delle indagini. L’ipotesi è quella del mese di marzo, massimo aprile.

Di contro anche gran parte degli indagati si sono rivolti a professionisti per far analizzare le acque uscite dal depuratore e i terreni in cui sono state piazzate da Lerose le ceneri degli scarti conciari ritenute dall’accusa ad alto tasso di inquinamento da sostanze chimiche e tossiche.


© RIPRODUZIONE RISERVATA