Telefonate di notte e minacce rivolte contro Ciampi e Nardini

A processo un uomo già condannato per stalking contro un’avvocata. Attacca chi critica la Lega

CALCINAIA. È un collezionista di bersagli politici, professionali e istituzionali. E alla lunga è diventato pure un collezionista di denunce e processi con le prime condanne a dare una risposta giudiziaria a un’attività telefonica e social che ha un denominatore comune: attaccare chi critica la Lega e in particolare l’allora sindaca di Cascina e attuale europarlamentare Susanna Ceccardi.

La vita di Massimo Maccari, 47 anni, originario di Buonconvento (Siena) e attualmente residente a Massa Marittima, si intreccia con la provincia pisana per le sue incursioni nelle esistenze di politici e professionisti ritenuti ostili alla Lega. L’ultimo processo lo vede imputato di molestie e disturbo alla persona e minacce a un corpo politico. I bersagli in questo caso sono l’onorevole Lucia Ciampi (Pd) e la consigliera regionale Alessandra Nardini (Pd). Due obiettivi che nell’estate 2019 furono scelti da Maccari per dare sfogo alla sua devozione a sostegno della causa leghista e a difesa di Susanna Ceccardi.


Maccari nei mesi scorsi è stato condannato a due anni e sei mesi per stalking, danneggiamento, violazione di domicilio e detenzione abusiva di armi. Tra le sue vittime l’avvocata Cristina Bibolotti, consigliera comunale di maggioranza a Cascina con Betti sindaco, da sempre critica verso Ceccardi. E sempre il 47enne senese è sotto processo per minaccia aggravata e diffamazione ai danni dell’ex prefetto di Pisa, Attilio Visconti che nel marzo 2017 su Fb fu apostrofato come “prefettucolo”.

Ora il processo per i fatti dell’estate 2019 avvenuti nei confronti dell’onorevole Ciampi e della consigliera regionale Nardini. Azioni compiute con l’uso del telefono. Niente social questa volta, ma solo un contatto ritenuto sgradevole per orario e invasività nella sfera privata.

Secondo la querela Maccari avrebbe telefonato a casa della parlamentare in orario notturno «chiedere i numeri di telefono dei suoi figli, contattando altresì per chiedere notizie di lei anche il sindaco di Calcinaia e il consigliere comunale di Calcinaia Attilio Menicucci e inviava tra il 6 e il 9 luglio 2019 al suo indirizzo di posta elettronica diverse mail, con una delle quali la minacciava, in modo da turbarne l’attività, con la seguente frase: “Inoltre vorrei ricordarle che con questi post fuorvianti e falsi scritti contro Susanna Ceccardi inizia a farmi innervosire, quindi il mio consiglio è quello di smetterla. Altrimenti chissà, magari un giorno scoprirà che questo atteggiamento “diffamante”... lei cara onorevole Ciampi non è nella condizione di poterselo permettere. Per caso le occorre una dimostrazione? Buona riflessione».

L’altro episodio riguarda Nardini ed è avvenuto a Capannoli. In quella occasione Maccari, stando all’accusa, «telefonava in orario notturno alla consigliera regionale Nardini sulla propria utenza domestica presentandosi come Vladimir Putin dichiarando di essere pericoloso, di non scherzare con lui e minacciandola, in modo da turbarne l’attività». Prossima udienza tra un anno.