Il nuovo vescovo ai volterrani: «Il Papa mi manda a voi come vostro pastore»

Da sinistra Roberto Campiotti con il vescovo di Milano, Angelo Scola

Roberto Campiotti dovrà prendere possesso della Diocesi entro tre mesi: «So che è una città meravigliosa»

VOLTERRA. Dal suo ufficio del Collegio internazionale San Carlo Borromeo in via del Corso a Roma, che dirige dal 2010, il nuovo vescovo di Volterra, Roberto Campiotti, rivolge «un caro saluto a monsignor Alberto Silvani e poi a tutti voi sacerdoti, religiosi, religiose e laici. Il Santo Padre Francesco mi ha eletto vescovo della Chiesa di Volterra per mandarmi a voi come vostro pastore».

E prosegue: «Il primo pensiero è stato di timore per dover affrontare una realtà, costituita anzitutto di persone, totalmente nuova, ma poi questo timore è stato sopraffatto dalla consapevolezza che con voi ho in comune una straordinaria ricchezza, l’unica vera ricchezza principio della conoscenza vera e del più profondo affetto: Cristo. E allora vengo a voi con trepidazione ma in pace proprio perché consapevole che abbiamo, io e voi, questa sola ricchezza: Cristo».


Il nuovo vescovo ammette di «non aver avuto il piacere di visitare fisicamente la città. Ma so che è una meraviglia. Spero di poterla conoscere bene quanto prima, iniziando il mio ministero». Ad attenderlo è l’investitura anche se dice di non aver «avuto il tempo, ovviamente, di organizzarci con l’arcivescovo di Milano (monsignor Mario Delpini, ndr). Ma dobbiamo farlo presto». Campiotti ha saputo della nomina una settimana fa dalla nunziatura apostolica: «Di fronte a una richiesta di papa Francesco non possiamo dire di no».

Da Eumanzio (seconda metà del V secolo), il varesino monsignor Campiotti, 67 anni, è il 105° vescovo della Diocesi di Volterra che ha una popolazione di 94.533 persone di cui 89.301 battezzati, suddivisi in 88 parrocchie raggruppate in sei vicariati su 1.743 chilometri quadrati che a loro volta si estendono su ben cinque province. Con il ritiro del pontederese Vasco Giuseppe Bertelli (vescovo dal 25 maggio 1985 al 18 marzo 2000) lacittà di Volterra ha perso il privilegio del pallio (una striscia di lana bianca, comunemente indossata durante i riti dal papa e dagli arcivescovi) concesso il 22 agosto 1855 da papa Pio IX per compensare la perdita dell'autonomia ecclesiastica, diventando suffraganea di Pisa.

Ma cosa più importante, dal punto di vista dell’ordinamento ecclesiastico, la nomina di Roberto Campiotti a vescovo del colle etrusco, oltre a scongiurare l’accorpamento, ha anche evitato la nomina di un amministratore apostolico come avvenne dal 1970 al 1975 e che soltanto l’intelligente impegno di mons. Roberto Carniello (che rimase vescovo fino al 5 marzo 1985) consentì di riportare a sede episcopale.

Ora, entro i prossimi tre mesi il vescovo eletto deve prendere possesso della Chiesa volterrana. Il tempo a disposizione non è molto, considerato che la Chiesa si avvicina alla quaresima e la pandemia fa di ogni assembramento un momento difficile.

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