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Professori a casa per il Covid, a Pontedera il preside lancia l'appello ai giovani laureati: «Venite a insegnare»

Il preside dell’Iti Marconi di Pontedera, Pierluigi Robino, durante un’iniziativa nella scuola

«Non si trovano docenti d’informatica». Superiori in difficoltà per gestire la didattica a distanza

PONTEDERA. Una ripartenza difficile, in alcuni casi difficilissima. Perché la scuola prova a reggere l’urto, ma non si sa per quanto. Il rientro in classe dopo le vacanze di Natale continua ad essere all’insegna delle incognite. Occhi puntati sui positivi fra i ragazzi che aumentano costantemente e sul personale per capire se l’organico è sufficiente per fare lezione. Così all’Iti Marconi l’emergenza riguarda elettronica, informatica e meccanica. «Non si trovano insegnanti di queste materie di indirizzo», non ci gira troppo intorno il preside Pierluigi Robino.

«Questa mancanza è fisiologica perché è sempre stato complesso reperire docenti di queste particolari discipline ma in queste condizioni poi la carenza è evidente». Il suo è un vero e proprio appello: «Siamo alla ricerca di giovani laureati, anche alle prime esperienze. Non trovando nominativi nelle graduatorie di supplenza ricorriamo alle Mad, le cosiddette “messe a disposizione”. Chi vuole candidarsi deve semplicemente compilare il modulo e presentarlo in segreteria».


Ma il problema della copertura delle cattedre non è l’unico da gestire. «Per il resto – continua Robino – i docenti assenti sono sette. Sono invece i casi di positività tra i ragazzi a crescere. Al momento ho un centinaio di alunni contagiati distribuiti nell’80 per cento delle classi». Che significa almeno un paio di malati in ogni sezione.

Non va meglio al Fermi dove in poco più di 24 ore gli studenti che hanno richiesto la didattica a distanza sono passati da 150 a 178. «Mentre parliamo – dice il dirigente scolastico Luigi Vittipaldi – continuano ad arrivare mail dove si informa la scuola di nuove positività o quarantene. Questo perenne mutamento ci rende complicato anche organizzare le lezioni. Basta che cambi il numero di ragazzi assenti in una classe che automaticamente dobbiamo rivedere la gestione e passare da didattica mista con alcuni alunni in presenza ed altri a casa, a didattica totalmente a distanza».

Ormai un giorno è peggio dell’altro, i contagi da Covid-19 continuano la loro inarrestabile ascesa. «Sul fronte insegnanti – aggiunge Vittipaldi – ne contiamo dieci assenti. Abbiamo fatto partire le convocazioni per i supplenti. Speriamo che i nuovi arrivati abbiano già assolto all’obbligo vaccinale».

Prudenza è la parola d’ordine che usa invece il preside del XXV Aprile Sandro Scapellato per fotografare una situazione instabile dove le positività tra gli alunni si aggirano sui 150 casi e non accennano a diminuire. Perché per ogni studente che guarisce ce ne sono almeno un altro paio toccati dal coronavirus. «Il quadro non migliora, tra contagi e una comunicazione difficile con l’Asl. Il tracciamento è saltato quindi ci atteniamo alle segnalazioni delle famiglie. Come scuola – conclude – per evitare ulteriori rischi abbiamo deciso di interrompere temporaneamente le attività pomeridiane aggiuntive di sostegno, di arricchimento formativo e di alternanza perché richiedevano la presenza contemporanea di studenti di classi diverse creando ulteriori occasioni di trasmissione del virus».

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