In mille senza medico da quasi un anno

A Cevoli ambulatorio chiuso, a Lari il servizio di guardia medica funziona a singhiozzo. Il sindaco: «Servono soluzioni»

CASCINA TERME LARI. Niente guardia medica nel weekend a Lari. Chi ha bisogno, deve andare a Ponsacco. Succede così sempre più di frequente, ormai da mesi. Con inevitabili disagi per i cittadini, in un comune che è già alle prese con la carenza di medici di famiglia. Sul fronte guardia medica, l’Asl Toscana Nord Ovest ha inviato una comunicazione stringata, per dire che sabato e domenica il servizio di norma svolto presso gli ambulatori di Lari, dalle 8 alle 20 sarà necessario rivolgersi alla sede di Ponsacco (alla Pubblica Assistenza in via Rospicciano).

«Succede almeno un weekend al mese dallo scorso luglio – sottolinea il sindaco Mirko Terreni – . E la stessa situazione si è verificata nell’estate scorsa anche con la guardia medica turistica a Casciana Terme. È una situazione generalizzata (più volte il problema si è manifestato, per esempio, a La Rosa di Terricciola, ndr), che purtroppo non riguarda esclusivamente il nostro Comune. Anzi. E ringrazio la Società della salute che monitora la situazione costantemente. Dall’Asl dicono che ci sono difficoltà nel reperimento dei professionisti. Ma credo che bisognerebbe anche trovare il modo di risolvere il problema». Magari rendendo più appetibile questo tipo di servizio.


Stesso discorso per i medici di famiglia. Un esempio su tutti: a Cevoli da quasi un anno non c’è più un dottore in paese, dopo che l’unica professionista che aveva l’ambulatorio lì, ha deciso di chiuderlo. «Ed è un problema. Si parla di oltre mille cittadini tra Cevoli e La Capannina, che per andare dal medico devono spostarsi altrove. E non tutti sono nelle condizioni di farlo, i disagi sono evidenti».

Tutto questo in un Comune dove teoricamente mancherebbero tre dottori per raggiungere il rapporto tra residenti e numero di medici previsto dalla legge: «Il problema va affrontato in maniera complessiva. Capire quale strada si vuole intraprendere e gettare le basi per seguirla. Se l’organizzazione del futuro prevede la suddivisione dei territori per macro-aree con gli ambulatori aggregati, non mi trova d’accordo, ma vediamo come fare per garantire il diritto alla salute a tutti i cittadini indistintamente. Se in un comune come il nostro, per esempio, devo aggregare gli ambulatori in tre località, rischio di creare gravi problemi a una fetta di popolazione che ha difficoltà a spostarsi e non può contare sul trasporto pubblico locale. Serve una strategia complessiva, che tenga conto di tutti gli aspetti». Il presente, intanto, è fatto di servizi a singhiozzo, come la guardia medica, o del tutto assenti, come nel caso del medico di famiglia a Cevoli.

F.T.

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