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Maestra trovata morta nell'auto, disposte nuove indagini

Simona Bimbi e l’auto della maestra ritrovata in un dirupo dopo giorni di ricerche

Il giudice accoglie la richiesta dei familiari della vittima. Altri accertamenti sulle condizioni di sicurezza della strada

PALAIA. Nuove indagini per capire se ci sono responsabilità nella morte della maestra d’asilo trovata nell’abitacolo della sua auto in fondo a una scarpata nell’estate 2020.

Le ha disposte il gip Nunzia Castellano accogliendo le argomentazioni del legale dei familiari della donna che si era opposto alla richiesta di archiviazione presentata dalla Procura.


Ora il pm Egidio Celano dovrà riesaminare gli atti e svolgere gli approfondimenti indicati dal giudice per togliere ogni dubbio su dinamica ed eventuale addebito a livello di competenza in capo alla Provincia, l’ente cui spetta la manutenzione della strada.

Nell’inchiesta è indagato per omicidio colposo un dirigente della Provincia per la sua posizione di garanzia a livello di responsabilità nel settore che si occupa della cura e della sicurezza stradale.

Il caso è quello della scomparsa di Simona Bimbi, la 46enne maestra d’asilo di Forcoli trovata senza vita nella sua auto in fondo a un dirupo che costeggia la provinciale 48 in località Botro ai Castagni che da Chianni conduce a Castellina Marittima.

Secondo i familiari della vittima, rappresentati dall’avvocato Francesca Zuccoli, l’assenza di guard-rail e protezioni lungo la strada avrebbe favorito l’incidente che potrebbe essere avvenuto il giorno stesso della scomparsa della donna, il 18 agosto 2020. La difesa del dirigente in occasione dell’udienza davanti al gip si era associata alla richiesta di archiviazione della Procura, mentre la parte offesa aveva ribadito la necessità di un processo per accertare possibili negligenze «di chi aveva l’obbligo, ma non ha garantito la sicurezza della strada». Il corpo senza vita della donna venne scoperto una domenica mattina. Un ciclista fermo sulla salita del Garetto fu raggiunto da uno dei cacciatori che da giorni erano impegnati nelle ricerche della 46enne maestra d’asilo. Pensava che avesse bisogno di aiuto, ma quando la doppietta si scorse oltre il ciglio della strada vide e riconobbe l’auto di Simona Bimbi, una Hyundai 10. Fine delle ricerche e inizio del mistero. Come prima ipotesi sulla sparizione si era pensato a un suicidio, ma con il passare delle ore si fece strada la tesi dell’incidente.

L’auto finita nel dirupo in un tratto privo di barriere di sicurezza è il punto sostenuto dai familiari della donna nel chiedere il processo per il responsabile dell’ente incaricato di garantire la manutenzione delle strade provinciali. Al Tirreno il sindaco di Chianni Giacomo Tarrini disse: «È successo nel tratto più brutto della provinciale. C’è un muretto danneggiato e segnalato. L’auto è andata giù in un tratto che è stato disboscato due anni fa, non ha trovato nemmeno gli alberi a fermarla». All’esito del supplemento di indagini, il pm formulerà di nuovo le sue conclusioni che potranno andare dal ribadire la richiesta di archiviazione o invocare il rinvio a giudizio del dirigente.

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