L’ex moglie di Lupino e i loro quattro figli costretti a vivere in due stanze con bagno

Francesco Lupino reo confesso dell’omicidio della vicina di casa

L’appello della mamma della donna: «Francesca ha già sofferto abbastanza, chiediamo solo un alloggio dignitoso»

CASTELFRANCO. Una madre, quattro figli e una storia laterale rispetto a un dramma deflagrato con un omicidio. Un delitto che riguarda il presente di Francesco Lupino, il 50enne fiorentino, per anni residente ad Altopascio, reo confesso dell’uccisione di Khrystyna Novak, 29 anni, ucraina, la mattina del 2 novembre in Corte Nardi a Orentano.

Ma nel suo passato c’è una famiglia che da tempo vive in ristrettezze con una dignità che rischia di naufragare. Separato e in via di divorzio dalla mamma dei suoi figli, Francesca Fielbrand, Lupino da anni aveva iniziato una relazione con un’altra donna.

Francesca e i quattro figli vivono in un alloggio malsano ad Altopascio, pur avendo mantenuto la residenza a Villa Campanile, nel territorio che ricade sotto il comune di Castelfranco di Sotto. Una camera da letto con due lettini a castello e un divano letto in cucina. E un bagno piccolissimo. Un affitto di 400 euro, più le bollette.

È la madre della donna, Gianna Mizzon, a lanciare un appello al sindaco Gabriele Toti per trovare una sistemazione dignitosa alla figlia e ai quattro nipoti.

«Non chiediamo favoritismi - è la premessa della nonna -, ma solo un’attenzione per un caso che è già seguito dai servizi sociali. Purtroppo mia figlia si è sposata con una persona che è superfluo descrivere e con la quale non ha più contatti da anni. Per cinque anni mi aveva impedito di vedere i nipotini. Ci sono state violenze anche contro di lei quando erano sposati, a volte l’ho vista con gli occhi neri dopo aver subìto pestaggi. Lentamente e con fatica si sta ricostruendo la sua vita con piccoli lavori per forza di cose part-time perché ha sempre quattro figli, tre dei quali minorenni, da seguire».

È una vicenda di disagio come effetto collaterale di una vita borderline quella vissuta dall’ex moglie e dai figli dell’uomo che una mattina di novembre di un anno fa, stravolto da alcol e cocaina, uccise la fidanzata del socio in affari di droga. La colpa della ballerina era quella di aver convinto il suo compagno a uscire da un business illegale e allontanarsi da Lupino che con la nuova compagna occupava anche senza titolo una casa dell’imprenditore spagnolo legato sentimentalmente a Khrystyna.

«Francesca ha presentato domanda per un alloggio popolare, ma non ha avuto risposta - prosegue la mamma -. Lei e i ragazzi sono costretti a vivere in "buco" di poche stanze, umido, indegno. Solo per fare un esempio: mia figlia deve dormire in cucina. Al Comune di Castelfranco di Sotto chiediamo un piccolo spazio, ma dignitoso». È la ricerca di un decoro per una famiglia che ha sofferto e patisce ogni giorno privazioni per colpe non sue, il sentimento che spinto la signora Mizzon a lanciare un appello pubblico per un’abitazione adeguata.

«È giusto per Francesca che sta cercando di ripartire tra mille difficoltà e per quattro ragazzi che non devono vivere in quelle condizioni» sottolinea la nonna.

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