Piaggio, c’è la firma sul piano assunzioni ma senza la Fiom

Roberto Colaninno a Pontedera

In 342 tornano con contratto a termine, 50 le stabilizzazioni. I sindacati: «Condivise scelte strategiche per il futuro» 

Pontedera. Sotto l’albero di Natale troveranno un contratto a tempo determinato. Che, per alcune decine di lavoratori, si trasformerà in tempo indeterminato. Dopo l’intesa, il Gruppo Piaggio e i sindacati firmano l’accordo che avvia un piano di assunzioni a termine per 580 persone, chiamate a rinforzare gli organici degli stabilimenti del gruppo in Italia.

Di questi, 342 sono destinati alla fabbrica di Pontedera a partire dal primo trimestre del prossimo anno. L’accordo, siglato dall’azienda e da Fim-Cisl Uilm-Uil e Uglm (Fiom-Cgil non ha sottoscritto l’intesa) al termine di un incontro che si è tenuto ieri alla presenza del presidente e amministratore delegato di Piaggio, Roberto Colaninno, e del responsabile dell’innovazione e del prodotto del gruppo, Michele Colaninno, prevede anche la stabilizzazione di 50 operai dello stabilimento pontederese, che entro marzo saranno chiamati a firmare un contratto a tempo indeterminato. «Gli accordi consentiranno di assumere lavoratori che hanno già avuto esperienze in Piaggio negli ultimi anni, non disperdendo il patrimonio di competenze acquisite e consentendo di rispondere in modo più efficace alle mutevoli evoluzioni del mercato – sottolinea la multinazionale -. Il piano di rafforzamento dell’organico (oggi composto da 3.350 dipendenti in Italia, 6.045 nel mondo) previsto per il prossimo anno è stato dettato anche dall’ottima risposta ottenuta dai mercati ai prodotti del Gruppo Piaggio, unitamente alle aspettative di crescita della domanda di due ruote prevista per il 2022». L’intesa prevede il ritorno in fabbrica con contratto a termine per gli operai che già hanno lavorato nello stabilimento pontederese dal 2019. Oltre ad una valutazione aziendale, per le stabilizzazioni la società dovrà tenere conto anche dell’anzianità lavorativa.


«Nonostante il difficile contesto dovuto alle varianti del Covid-19 e alle criticità causate dai costi delle materie prime e dalla difficoltà di reperire componenti, è stata raggiunta un’importante intesa che guarda all’occupazione dei giovani che, già nel 2021, ha portato all’assunzione di 30 apprendisti sulla linea del nuovo Porter NP6 e di 50 tecnici specializzati nel nuovo dipartimento di E-Mobility. Un atto concreto, frutto di relazioni sindacali mature, nelle quali le parti condividono le scelte strategiche per il futuro dell’azienda e quindi per il bene dei lavoratori», esultano Fim-Cisl, Uilm-Uil e Uglm che puntano il dito contro una fetta della politica regionale. «Dispiace che una parte della politica non sia stata in grado di valorizzare un così importante accordo che rappresenta un volano economico per tutta la Regione. Insieme ai lavoratori faremo tutto ciò che è necessario per preservare il lavoro e il futuro della fabbrica da chi, politica inclusa, continua a utilizzare i lavoratori per scopi meramente di visibilità mediatica o di ricerca di consenso elettorale».

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