Vent'anni fa l'esplosione nella fabbrica di fuochi. Alberi in ricordo delle vittime, il familiare: «Gesto che allevia il dolore»

Terricciola: vent’anni fa la tragedia alla “Ciandri”, dove un capannone fu raso al suolo. Il Comune accoglie la proposta di David Tani, che perse la sorella e la zia

TERRICCIOLA. Quattro alberi per ricordare una strage. Il simbolo della vita per rendere omaggio alle vittime di un’esplosione che ha segnato per sempre la comunità, dove quel boato che squarciò la Valdera, è ancora nelle orecchie di tutti: non sono bastati vent’anni per cancellare un dolore così grande.

Ilaria Tani aveva trent’anni e stava per sposarsi. Quel maledetto 23 novembre sta lavorando alla “Ciandri Pirotecnica” di Morrona insieme alla zia Giovanna, cinquantenne, anche lei di Terricciola. E con loro ci sono anche Fabrizio Sansone, 21 anni, di Chianni e Vasco Squarcini, 46 anni, di Soianella.


Stanno per tornare a casa, sono a fine turno. Una scintilla, poi l’esplosione. Un blocco di 150 metri quadrati della fabbrica di fuochi, adibito a deposito di petardi, viene spazzato via. L’unica superstite di quella strage sul lavoro è l’allora ventiseienne Simona Panicucci.

Qualche anno fa era stato proprio il babbo di Simona, Romano, a lanciare un appello – attraverso Il Tirreno – per chiedere alle istituzioni di intitolare una strada o una piazza alle vittime dell’esplosione. Ma la proposta si arenò di fronte a un iter complesso.

Stavolta a prendere l’iniziativa è stato David Tani, che in quell’inferno ha perso la sorella Ilaria e la zia Giovanna. Nel giorno dell’anniversario della tragedia ha scritto il suo desiderio in un post: «Vorrei che venissero piantati 4 alberi per ricordare le vittime». Il messaggio ha colpito nel segno. Il sindaco Mirko Bini gli ha telefonato e in pochi giorni ha organizzato la cerimonia, che si terrà il 19 dicembre nel parco della Rimembranza a Terricciola.

«È stata una tragedia enorme. Il dolore te lo porti dentro per sempre. Insieme al vuoto che hanno lasciato mia sorella e mia zia. Pensavo fosse giusto – spiega David – che venissero ricordate, insieme alle altre due vittime, anche con qualcosa di concreto. E mi fa piacere che si è scelto di farlo con gli alberi. Nulla in contrario con l’intitolazione di una piazza o di una strada, ma l’avrei vista come qualcosa di freddo. L’albero invece è vita. E in questo modo Ilaria, Giovanna, Fabrizio e Vasco saranno sempre, simbolicamente, con tutti noi».

Da David un ringraziamento di cuore al sindaco: «È bello che mi abbia ascoltato e abbia raccolto la mia proposta, che ho condiviso anche con mia sorella Barbara e con tutta la famiglia. Questi quattro alberi non cancellano certo il dolore, ma in qualche modo lo alleviano. Perché finalmente quella strage sarà ricordata con qualcosa di concreto, sotto gli occhi di tutti».

© RIPRODUZIONE RISERVATA