Scovato un “Tartufo d’oro” di 780 grammi a Palaia

Il prestigioso premio per la “pepita” più grande al sanminiatese Claudio Morelli. «Merito del mio Poseidone, è il cane più bravo che ho avuto in 44 anni»

SAN MINIATO. Visto il nome del suo cane, probabilmente avrebbe potuto trovare anche un tesoro in fondo al mare, invece che in un bosco: Claudio Morelli, 63enne de La Serra, ha vinto il premio “Tartufo d’oro” per il fungo ipogeo più grande trovato nell’area delle colline sanminiatesi.

Un riconoscimento giunto ieri sera, al termine della 50ª edizione della Mostra Mercato del Tartufo bianco di San Miniato. Morelli – insieme al suo lagotto che all’anagrafe canina si chiama “Poseidone” – ha trovato a Palaia (uno dei comuni della “cintura del tartufo”) una pepita da 781 grammi: non l’ha ancora venduto, conscio anche del valore di ciò che gelosamente custodisce; tra l’altro, da buon tartufaio, non ha voluto svelare il luogo esatto della preziosa scoperta, limitandosi ad ammettere di averlo trovato nel territorio palaiese.



Il tartufo che ha trovato pesa 781 grammi e batte di quasi un etto il secondo in graduatoria: «È una soddisfazione – ha raccontato – perché l’ultima volta che avevo partecipato alla gara di San Miniato Promozione ero arrivato secondo per 11 grammi».

Gran merito di questo ritrovamento lo condivide col suo cane “Posi”, un lagotto di 8 anni preso a Sansepolcro (Arezzo).

In verità si chiamerebbe come il dio del mare Poseidone, ma chiamarlo così nel bosco è un po’ scomodo: «Ho il cane da quando avevo 19 anni – continua Morelli – e posso dire che lui è il migliore che ho avuto. Non credo che riuscirò mai ad averne uno altrettanto bravo».

Per Morelli è il tartufo più grande che ha trovato in carriera: ha iniziato che aveva 19 anni, oggi ne ha 63; una vita come operaio calzaturiero nella zona del Cuoio, oggi si gode la pensione e può ancor di più coltivare la passione per il tartufo.

In questa particolare gara, Morelli si è classificato davanti a Raffaello Bellucci di Saline di Volterra (698 grammi), David Granato di Montopoli (610 grammi), Lorenzo Di Blasi di Perignano (284 grammi) e Mauro Casalini di San Miniato (215 grammi).

Tartufo di media grandezza ma che in un’annata del genere – contraddistinta dalla scarsità per il clima siccitoso a fine estate – rappresentano un’eccezione. Il premio “Tartufissimo”, consegnato dalla Pro Loco per il tartufo più grande esposto alla Mostra, è andato invece a Selektia Tartufi di Castelfiorentino, per un peso di 420 grammi.

Senza dimenticare il “Premio Stagnazza”, che omaggia la memoria di Stanislao Costa, uno dei primi a “scavallare” l’Appenino Tosco-Emiliano per venire a cercare e vendere tartufi a San Miniato a fine Ottocento: l’Associazione Tartufai ha premiato Debora Ruotolo, in quanto più giovane tartufaia iscritta all’associazione presieduta da Renato Battini. Debora ha 29 anni ed ha già intrapreso da alcuni anni questo percorso, andando a rinforzare la componente femminile dei tartufai delle colline sanminiatesi, che è circa dell’8% sul totale. Il presidente di Fondazione San Miniato Promozione, Marzio Gabbanini, ha poi premiato tutte le varie associazioni ed istituzioni che a vario titolo hanno partecipato alla buona riuscita della Mostra.