La senatrice Sbrana abbandona la Lega: «Si sono piegati al Green pass di Draghi»

Veterinaria ed ex consigliera a Cascina, critica la linea favorevole al lasciapassare: «La sconfitta alle amministrative ferita aperta. E si fanno ancora gli stessi errori»

CASCINA. È la donna che in provincia di Pisa ha battuto Valeria Fedeli in quello che doveva essere il seggio blindato per la ex ministra Pd. La veterinaria vicina a Susanna Ceccardi che esultò per «Cascina non più rossa». La veterinaria, amica degli animali, che omaggiò don Luigi Ciotti di un “vaffa” per le sue critiche al decreto Sicurezza-bis di Matteo Salvini. Se ne potrebbero elencare ancora di prese di posizioni di Rosellina Sbrana, cascinese simbolo del revanchismo leghista in Toscana; solo che ora le sue strade e quella del Carroccio divergono. E di mezzo c’è il tema caldo dell’autunno, quello del Green pass.

Senatrice, partiamo dalla fine. Che poi è un inizio con il Gruppo Misto: perché ha lasciato la Lega?


«Non mi ritrovavo più in certe posizioni ed è una cosa che è maturata nel corso del tempo. La mia scelta è ufficiale da ieri (martedì, ndr), questo lo voglio chiarire. Le ultime decisioni non mi sono piaciute, si tratta delle motivazioni che hanno portato altre persone a uscire dal gruppo. Più o meno quello che è successo con l’europarlamentare Francesca Donato o per andare in un altro partito alla deputata Sara Cunial, con i 5 Stelle».

Sta citando due intransigenti della linea del no al Green pass e con posizioni apertamente contrarie al vaccino. Cos’ha che non va la politica della Lega sul lasciapassare?

«Non condivido assolutamente l’attuale linea. Secondo la mia modesta opinione, però ho una laurea in medicina veterinaria, di sanitario nell’obbligo del Green pass non c’è assolutamente nulla. Faccio un esempio banalissimo: treni regionali strapieni, mi è capitato a me venire da Firenze con posti in piedi; e poi sul Frecciarossa in uno scompartimento siamo in quattro. Come fa ad avere una valenza sanitaria? Nel corso del tempo si sono accorti che anche i vaccinati prendono la malattia, possono contagiare. Mentre la persona che fa il tampone ogni 48 ore è assolutamente controllata».

La Lega non è mai stata chiarissima su questo, almeno a parole.

«Le ultime posizioni non mi sembrano poco chiare. Non si tratta soltanto di questo».

C’è altro che non la convince nell’attuale linea del partito?

«Diverse cose. Devo citarne una? Non mi è piaciuta l’ostinazione a difendere il governo Draghi. Non so quanto sia positivo visti anche i risultati delle amministrative. Ho visto cose non troppo soddisfacenti».

Le amministrative in Toscana sono una ferita aperta, dunque.

«Beh, direi di sì».

Ci sono stati degli errori nella gestione della campagna?

«Non sono io che devo giudicare. Gli errori si possono fare, magari anche in buona fede. Chi non fa non sbaglia. Il problema è perseverare nell’errore».

Ha comunicato la sua decisione ai suoi compagni e alle sue compagne di partito in Toscana?

«Sinceramente non l’ho comunicato, non volevo dare troppo risalto alla questione».

Non si è consultata nemmeno con l’onorevole Ceccardi?

«No. Devo dire che sento molto malumore, non che per forza debba avere un esito come il mio con un’uscita. Ho saputo che si è dimessa una consigliera di Pisa,Emanuela Dini, un’amica. Allora ci siamo confrontati e più o meno le motivazioni erano le solite. Non smetto di fare politica, continuerò nel Gruppo Misto le battaglie che mi stanno a cuore. Quelle a favore degli animali e tante altre».