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Sesso con minorenni, bidello a processo: l'incontro e le accuse

Studentesse under 14 all’ingresso di scuola

Volterra, lo accusano due studentesse all’epoca dei fatti al di sotto dei 14 anni. L’episodio sarebbe avvenuto a casa dell’imputato

VOLTERRA. Lui è un collaboratore scolastico, quelli che un tempo si chiamavamo bidelli. Loro sono due studentesse all’epoca dei fatti non ancora 14enni. Un’età che ha il suo peso in un processo per atti sessuali con minorenni aggravati da un’anagrafe under 14 che per il codice penale significa alzare la pena in caso di condanna

È un processo destinato a sentire le parti offese a porte chiuse quello che ieri neanche si è aperto davanti al primo collegio del Tribunale (presidente Cipolletta, a latere Mirani e Messina). Il presidente nel 2019 aveva disposto una sospensione dal servizio del bidello, 28 anni, origini di fuori regione. E per legge, avendo già avuto conoscenza degli atti, non avrebbe potuto giudicare l’imputato. L’udienza è stata aggiornata tra poco meno di un mese con un altro collegio giudicante.


Per il momento i fatti messi in fila nel corso delle indagini sono le denunce delle due ragazzine, l’interrogatorio reso alla polizia giudiziaria e il colloquio con uno psicologo.

Delle due studentesse solo una ha scelto di costituirsi parte civile affidandosi all’avvocato Federico Bottazzoli. L’altra è fuori dal processo, ma verrà, comunque, sentita in forma protetta, a porte chiuse.

L’imputato è difeso dall’avvocato Giovanni Iacobelli.

Il pm è Flavia Alemi che, al momento della querela, chiese e ottenne dal gip l’allontanamento del bidello da un istituto scolastico di Volterra (in passato ha lavorato anche a Pisa), facendo venir meno la possibilità anche di un semplice contatto con le ragazze che lo avevano denunciato. E impedendo che eventuali altri episodi potessero essere replicati dal 28enne.

Secondo l’accusa il giovane collaboratore scolastico avevano allacciato un rapporto di amicizia e confidenza con le due iscritti al primo anno dell’istituto superiore.

Una familiarità che nel tempo aveva portato i tre a vedersi anche fuori dall’ambito scolastico. La differenza di età è evidente, ma non abissale.

Succede, quindi, quello che il processo è chiamato a chiarire in termini di fatti e credibilità delle parti.

Le due amiche ricevono l’invito del bidello ad andare a casa sua. L’appuntamento è una base di partenza non contestata. Quello che avviene tra i tre e fino a quanto il maggiorenne si spinga nella sua abitazione è una verità che appartiene alle versioni di ognuno. È quello che dovrà essere rivelato e confutato nel corso del dibattimento. Loro lo accusano di aver allungato le mani. Una denuncia sufficiente a metterlo fuori dalla scuola e a subire un processo dopo le conferme degli atti sessuali anche dopo la presentazione della querela.

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