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Le piomba in casa pretendendo sesso

San Miniato, operaio a processo dopo l’accusa della vicina. «Ero appena uscita dalla doccia e lui si è spogliato davanti a me»

SAN MINIATO. In origine c’erano rapporti cordiali che nel tempo erano diventati di confidenza.

Due coppie, vicine di casa in una frazione sanminiatese, che nel coltivare rapporti sempre più stretti si frequentavano spesso, non solo andando a cena, ma passando anche le feste insieme. E non era insolito che i singoli coniugi si presentassero a casa del vicino.


Quella che si dice un’amicizia che un giorno va in frantumi. Il motivo lo ha raccontato ieri mattina in Tribunale la donna che ha denunciato quello che fino a un secondo prima riteneva essere un amico di famiglia.

«Ero uscita dalla doccia e avevo l’asciugamano che mi copriva il corpo dal petto in giù – ha esordito la donna –. All’improvviso mi appare lui, entrato in casa poco prima. Si abbassa i pantaloni e mi chiede un rapporto orale. “No, guarda, hai sbagliato persona. Non sono quel tipo di donna. Vattene. Lui si riveste e se ne va».

È in questo passaggio che si concentra il processo a carico di un operaio conciario di 48 anni (omettiamo il nome per non rendere riconoscibile la sua ex vicina di casa) difeso dall’avvocato Laura Antonelli. In aula ieri mattina davanti al primo collegio del Tribunale (presidente Cipolletta, a latere Mirani e Messina) è stata sentita la donna che accusa l’ex amico di averle fatto quella richiesta indecente. È a processo per violenza sessuale.

Prima della parte offesa è stato sentito il marito che ha ricostruito, rispondendo alle domande del pm Sisto Restuccia, quelli che erano i rapporti tra le due famiglie.

«Ci frequentavamo – ha ricordato l’uomo –. Dopo quell’episodio per un po’ non vidi più il vicino. Poi un giorno per un problema di luce saltata andai al contatore per ripristinare la linea. Lo chiamai visto che il gabbiotto è accanto a casa sua. Lui uscì, discutemmo e alla fine ci spintonammo».

La coppia nel frattempo ha cambiato casa. Ancora la donna: «Quando lo denunciai l’unica cosa che mi disse sua moglie fu che era colpa mia perché l’avevo provocato».

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