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Cancellati 48 sportelli e 477 posti di lavoro: così le banche si allontanano dai territori in provincia di Pisa

In cinque anni drastico calo della presenza degli istituti in provincia. Allarme dei sindaci: «Meno servizi per i cittadini»

PONTEDERA. Il caso più recente e discusso è quello della filiale (ridotta ad agenzia da qualche anno) della Cassa di risparmio di Volterra a Ponteginori, nel comune di Montecatini Valdicecina, che i vertici dell’istituto di credito hanno deciso di chiudere. Una decisione che ha sollevatola protesta del sindaco Sandro Cerri e una lettera firmata anche dai suoi colleghi della zona indirizzata proprio ai responsabili della banca per far cambiare loro idea. Ma nel piano di riorganizzazione della Cassa di piazza dei Priori ci sono anche le chiusura delle filiali di Bientina e Orciano. E poi c’è la ViVal (Banca di credito cooperativo di Montecatini Terme, Bientina e San Pietro in Vinicio) che sospenderà le attività della filiale di Montecalvoli di Santa Maria a Monte. Ed è già in atto la chiusura dello sportello della Banca di Pisa e Fornacette a Forcoli, nel territorio di Palaia, sostituito da un Atm evoluto. La stessa operazione messa in atto nelle filiali di Vecchiano, Marina di Pisa, Uliveto Terme a Vicopisano. Vani i tentativi dei sindaci di far cambiare idea ai dirigenti. Segnali di una strada senza ritorno per i servizi ai cittadini così come li abbiamo conosciuti finora. Con un rapporto di fiducia tra dipendenti e clienti (specialmente gli anziani), con opportunità di usare i bancomat senza dover essere esperti di tecnologia.

PREOCCUPAZIONE


«Il piano è inclinato – dice il sindaco di Palaia, Marco Gherardini – e temiamo che la situazione continui ad andare in una direzione che non è quella di offrire maggiori servizi ai cittadini. Specialmente nei territori decentrati, dove la popolazione è anziana». Un contesto dimostrato ampiamente dai numeri di Banca d’Italia che certificano un netto calo di sportelli in provincia di Pisa dal 2015 a oggi, al netto delle prossime chiusure annunciate. Periodo in cui si è passati da 281 a 233 sportelli, mentre i dipendenti sono diminuiti da 2262 a 1785 e il numero degli sportelli per 100mila abitanti è calato da 67 a 56. Dati inequivocabili di un sistema che intende darsi priorità diverse. Ma che non sempre si sposano con le richieste dei territori. «Non sappiamo se ViVal banca eliminerà anche il bancomat oltre a chiudere la filiale di Montecalvoli – dice la sindaca di Santa Maria a Monte, Ilaria Parrella – ma vogliamo che almeno il dispositivo per i prelievi di contanti rimanga. Intanto abbiamo chiesto a Crédit Agricole, che gestisce la tesoreria comunale, di attivarne uno per non lasciare scoperto unpunto strategico del nostro territorio».

BANCOMAT RITROVATO

Perché va bene il fatto che ormai in banca ci si va sempre più di rado e che i servizi sono sempre più online. Ma almeno un bancomat può fare la differenza in un paese immerso nelle bellezze paesaggistiche, ma lontano da centri più grandi con un numero di servizi maggiore. Come Lorenzana dove, dopo la fusione con Crespina, pochi anni fa è stata chiusa la filiale del Monte dei Paschi di Siena, l’unica del paese. «Molti dell’opposizione dissero che era una conseguenza della fusione – sottolinea il sindaco Thomas D’Addona – mentre era di un piano di riduzione nazionale. È stato un duro colpo per la popolazione, ma meno male che da un mese a questa parte siamo riusciti ad a far aprire un postamat a Poste italiane. E ora la situazione è notevolmente migliorata».

E NON FINISCE QUI

Sindaci inermi davanti alle scelte di dirigenti alle prese con le direttive governative di diminuire la circolazione di contante in favore della moneta elettronica e di dover far quadrare i conti anche per le conseguenze della pandemia. E la sensazione è che non sia finita qui, come spiega il sindaco di Bientina, Dario Carmassi: «Da noi chiuderà la filiale della Cassa di risparmio di Volterra, ma temo che anche una tra Banca di Pisa e Fornacette e ViVal Banca cesseranno l’attività nel nostro paese, visto che appartengono a Iccrea, l’Istituto centrale delle casse rurali e artigiane, che in un’ottica di riorganizzazione difficilmente manterrà la presenza di due sportelli nello stesso posto».



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