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Lupino in Corte d’Assise: «Voglio farmi interrogare»

Khrystyna Novak con il compagno Airam Negrin Gonzales e Francesco Lupino

Il difensore dell’omicida reo confesso della ballerina annuncia la volontà del tatuatore di sottoporsi in aula all’esame di accusa, difesa e parti civili 

CASTELFRANCO. Sarà un processo rapido quello che ieri si è aperto davanti alla Corte d’Assise (presidente Zucconi, a latere Dini e sei giudici popolari) per l’omicidio della ballerina Khrystyna Novak, 29 anni, ucraina, uccisa con un colpo di pistola sparato nell’occhio destro dal tatuatore Francesco Lupino, 50enne fiorentino, per anni residente ad Altopascio, la mattina del 2 novembre in Corte Nardi a Orentano.

In tuta nera, stesso colore per la mascherina, capello sempre rasato ai lati, capello grigio, Lupino intorno alle 11 è stato portato dagli agenti della penitenziaria nell’aula 2 del Tribunale. Al suo fianco l’avvocato Antonio Bertei che ha riproposto la richiesta di rito abbreviato annunciando la volontà del cliente, reo confesso del delitto, di sottoporsi all’esame nella prossima udienza.


Lupino vuole farsi interrogare, vuole rispondere alle domande di accusa, difesa e parti civili. L’avvocato Daica Rometta si è costituita per l’associazione Penelope, presieduta dall’avvocato Nicodemo Gentile, presente in aula. Non era presente la mamma della vittima, che ancora non ha metabolizzato la scomparsa della figlia in modo così tragico. Sarà parte civile, con l’avvocato Gabriele Dell’Unto, anche Airam Negrin Gonzales, l’imprenditore spagnolo, fidanzato di Khrystyna.

Ex socio in affari di droga con Lupino, secondo l’accusa la decisione di troncare ogni rapporto con il tatuatore, scelta sollecitata dalla compagna, sarebbe all’origine della rabbia omicida del 50enne fiorentino in carcere dal 23 marzo. Le parti processuali hanno rinunciato a sentire in aula i rispettivi testi dando il consenso all’acquisizione degli atti raccolti in istruttoria nel corso delle indagini della squadra mobile e degli interrogatori.

I tempi per arrivare alla sentenza saranno brevi. Nella prossima udienza - 11 gennaio alle 14,30 - sarà sentito l’imputato e poi inizierà la discussione con le richieste delle parti. Lupino è accusato di omicidio volontario aggravato dai futili motivi. Un reato da ergastolo. «L’ho uccisa perché ero sotto effetto di alcol e droga» fu la confessione del vicino di casa che, dopo la sparizione della ballerina, ai giornalisti diceva che una donna non si tocca neanche con un fiore «è quello che ho insegnato ai miei figli».

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