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Fucecchio, costi lievitati a causa del Covid: la ditta rinuncia all’appalto

Palestra da 730mila euro, il cantiere non parte: «Offerta stravolta dai rincari» Senza accordo entro 20 giorni con un’altra azienda, gara-bis e inevitabili ritardi

FUCECCHIO. A livello amministrativo e burocratico era tutto pronto; Fucecchio e l’Istituto Checchi avrebbero avuto una nuova palestra, con struttura in legno e adatta anche alle persone con disabilità che vogliono praticare sport (come la pallavolo). Solo che adesso si è palesato un ostacolo, non di poco conto: la ditta che aveva vinto l’appalto ha rinunciato al lavoro e ha chiesto di rescindere il contratto; richiesta che la Città Metropolitana – la principale finanziatrice del cantiere – ha accettato.

Ma ciò che è singolare e anche sintomatico della situazione attuale, è la motivazione: l’azienda – la Cenacolo Costruzioni di Aversa (Caserta) – aveva vinto l’appalto con un ribasso del 23 per cento, facendo scendere l’esborso dell’ente metropolitano da 1 milione di euro a 730mila euro. Solo che nel frattempo è sopraggiunta la pandemia, che oltre ai danni sanitari ha comportato stop in aziende e in interi mercati, come ad esempio quello asiatico; così tanti si sono trovati senza materia prima da impiegare, oppure costretti a doverla strapagare rispetto al prezzo consueto per averla.


Una situazione che ha riguardato anche la ditta appaltatrice, che nella richiesta di risoluzione del contratto ha così motivato le proprie difficoltà «a causa dell’indiscriminato ed imprevedibile aumento dei materiali necessari per l’esecuzione dell’appalto, nonché la difficoltà nel loro approvvigionamento, dovuto alla scarsa reperibilità di essi a causata da Covid-19, generando di fatto, uno squilibrio contrattuale».

Di conseguenza «l’offerta economica formulata in sede di gara risultava ormai stravolta dai rincari sopra menzionati, generando un mutamento improvviso ed inaspettato delle condizioni contrattuali rendendo la prestazione da eseguire anti-economica della ditta aggiudicataria». Detto in soldoni, la scarsità dei materiali e il loro costo, hanno fatto la differenza in negativo. Anche perché un materiale come il legno è più che raddoppiato come quotazione e anche calcestruzzo e ferro hanno subito grossi rincari.

Cosa farà adesso la Città Metropolitana? L’ente ha già iniziato un’interlocuzione con un’altra ditta che aveva partecipato alla gara d’appalto; entro una ventina di giorni questa società darà una risposta, che se positiva farà entrare nel vivo l’intervento, mentre se negativa comporterà la necessità di una nuova gara, con conseguenti ritardi.

Nel caso vada tutto bene, la palestra sarà pronta per l’anno scolastico 2021-22; nel caso serva un’ulteriore gara, i tempi si allungheranno perché comunque il cronoprogramma stabilisce 10 mesi di lavoro. Il progetto prevede la costruzione di una palestra polivalente per la pratica di attività sportive di pallavolo, sitting volley, beach volley, oltre a garantire, naturalmente, le attività sportive scolastiche, e favorirà l’integrazione tra atleti disabili e normodotati.

La nuova palestra nascerà in un terreno attiguo alla sede distaccata del Checchi, dove per tanti anni è cresciuta soltanto l’erba. La struttura portante sarà leggera, in legno.

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